Isernia, Campobasso, Termoli – Anche il Molise ha risposto con una mobilitazione massiccia alla giornata di sciopero e di protesta nazionale per la Flotilla per Gaza, intercettata e attaccata dalle forze israeliane in acque internazionali. Migliaia di studenti e lavoratori sono scesi in piazza nelle principali città della regione, unendosi ai circa due milioni di manifestanti che in tutta Italia hanno fatto sentire la propria voce contro il genocidio in Palestina e in difesa del diritto internazionale.
Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, l’adesione allo sciopero si è attestata in media sul 60%, segno di una partecipazione diffusa che ha coinvolto in particolare il mondo studentesco.

La denuncia del PCL Molise
Il Partito Comunista dei Lavoratori – Molise ha sottolineato come la mobilitazione abbia rispedito al mittente tanto gli attacchi della premier Giorgia Meloni contro lo sciopero e la Flotilla, quanto le minacce del vicepremier Matteo Salvini di inibire un diritto fondamentale come quello allo sciopero, conquistato dopo la caduta del fascismo.
«Gli studenti e i lavoratori molisani hanno smascherato le complicità del governo italiano col genocidio – afferma il PCL – a partire dall’accordo militare con Israele, dall’uso della base di Sigonella per i rifornimenti degli aerei israeliani, fino alla fornitura di elicotteri da parte di Leonardo e allo sfruttamento del mare di Gaza concesso all’Eni».

No al piano Trump: “Una pace da cimitero”
Il comunicato del PCL Molise richiama anche la questione del cosiddetto “piano Trump” per il Medio Oriente, definito una vera e propria «pietra tombale» sul diritto all’autodeterminazione della Palestina.
«È un progetto che consegna la Cisgiordania a Netanyahu e trasforma Gaza in un protettorato coloniale angloamericano con occupazione militare – si legge nella nota – garantendo solo gli interessi dello Stato sionista, delle potenze imperialiste e degli affaristi».
Il PCL punta il dito non solo contro i governi occidentali ma anche contro Russia, Cina e paesi arabi, accusati di essere complici della situazione: «I palestinesi non hanno amici in alto ma solo in basso, nella propria resistenza, nella mobilitazione delle nuove generazioni e nella solidarietà internazionale della classe lavoratrice».
Il futuro: uno Stato libero, laico e socialista
Il messaggio che arriva dal Molise è chiaro: la lotta per la Palestina non si ferma. «Tutto sarà ricordato, nulla sarà perdonato, dopo due anni di guerra genocida – afferma il PCL Molise –. La resistenza palestinese tornerà a bussare con una nuova direzione e un nuovo programma di rivoluzione».
Il partito rilancia la prospettiva di un unico Stato libero di Palestina, dal fiume al mare, fondato sull’uguaglianza e sulla convivenza tra palestinesi ed ebrei, fuori dal sionismo, dall’imperialismo e dal colonialismo.





