Non prendiamoci in giro: il Molise è stato spolpato. E mentre la regione si svuota, gli stessi nomi, le stesse giacche (di colore diverso), o gli stessi giri di nomi (pacchetti di voti), continuano a tornare, a riciclarsi, a farsi passare per “novità” dopo aver Sgovernato il declino. Questa non è politica.
È conservazione del potere sulla pelle di un territorio. Chi ha gestito, chi ha promesso, chi ha rinviato, chi ha tagliato, chi ha lasciato marcire? Oggi il Molise è una somma di emergenze che si sono trasformate in normalità: sanità fragile, trasporti al collasso, viabilità da terzo mondo, prospettive azzerate per chi ha vent’anni.
Sanità: il pubblico arretra, il cittadino paga
La sanità molisana è diventata una trappola: debiti come macigni, ospedali chiusi e ridotti, reparti che scompaiono, medici che se ne vanno, liste d’attesa che sono rinunce. E quando il sistema pubblico perde pezzi, a guadagnare è chi cresce ai margini del pubblico, dentro la logica delle convenzioni e del “drenaggio” di risorse.
Approfondimento: Sanità: debito, ospedali chiusi, medici in fuga. Il Molise davanti allo specchio
Approfondimento: La sanità molisana venduta a fette: da Iorio a Frattura, da Toma a Roberti, il privato cresce e il pubblico sanguina
Non è un “momento difficile”. È una scelta strutturale: far diventare la salute un percorso a ostacoli, chi ha soldi accelera, chi non li ha resta indietro.
Treni
Il Molise paga anche l’umiliazione quotidiana dei collegamenti ferroviari: tagli, disservizi, tratte indebolite. “Tanto siete pochi”. Un territorio non si misura a numero di abitanti: si misura a diritti.
Approfondimento: Molise e Ferrovie dello Stato: cronaca di una morte annunciata
Approfondimento: Il Molise che non esiste più: senza treni, senza sanità, senza futuro
E quando Roma e Napoli diventano mete “complicate” da raggiungere, il Molise perde ogni cosa.
Viabilità
La viabilità molisana non è solo un problema tecnico: è un freno economico e sociale. Strade lente, manutenzione a singhiozzo, cantieri eterni, territori interni tagliati fuori. È la geografia della rinuncia.
Giovani
I giovani non scappano per capriccio. I giovani vengono espulsi da un sistema che non offre abbastanza. E ogni ragazza o ragazzo che parte è un pezzo di regione che si spegne. Il Molise sta diventando una terra che invecchia e si restringe, perché qualcuno ha governato senza costruire futuro.
Quando la politica si premia e produce comicità di sè stessa
C’è anche un elemento culturale: l’autocelebrazione, la scelta di alimentare polemiche che somigliano a una gag. Quando il Molise diventa materia di satira istituzionale, non è colpa della satira: è colpa di chi rende credibile il grottesco.
Approfondimento: Premiano Feltri e poi parlano di “irrazionalità manifesta”: così il Molise si consegna alla satira
Mafie e omertà
E infine il nodo che troppi trattano come un fastidio: mafie, affari, opacità, “sotto traccia” eppure presenti, con una cultura dell’omertà che diventa terreno fertile. Quando lo Stato arretra, gli appetiti avanzano.
Approfondimento: Molise e mafie: sotto traccia ma non al sicuro
Approfondimento: Mafie in Molise: verità taciute e silenzi complici.
Approfondimento: Mafie in Molise: il ritorno del segreto di Pulcinella
Approfondimento: Mafie in Molise: il silenzio è devastante
Approfondimento: Il Molise: terra di mafie, di mentalità mafiosa e di omertà
Approfondimento: Fuori le mafie dal Molise
Approfondimento: Mafie in Molise: il segreto di Pulcinella
La verità finale: si decide in cabina elettorale
Le scelte si fanno nelle cabine elettorali. È lì che si smette di essere spettatori e si diventa responsabili. È lì che si decide se continuare a votare chi ha portato fin qui, o se iniziare a scegliere persone perbene, libere, competenti, verificabili, senza padrini e senza debiti. Vent’anni di scelte sbagliate non sono un episodio. Sono una condanna. E una condanna si spezza con un gesto semplice, silenzioso, potentissimo. Una matita. Una croce. E la parola che manca da troppo tempo in Molise: basta.
Basta dilettanti.
Basta incompetenti.
Basta quaquaraquà.
Basta Innominati.
Basta pagliacci.





