Leggo che molti cittadini di Isernia vogliono autotassarsi per poter avere fondi incentivanti per i medici in modo di attrarli presso i nostri nosocomi.
Sicuramente è un atto di generosità e di partecipazione attiva nel cercare di risolvere un problema e per questo vanno ringraziarti.
Tuttavia mi chiedo: quello che succede in sanità pubblica attualmente è dovuto ad un terremoto o ad altra catastrofe naturale? Se così fosse questo aiuto sarebbe sacrosanto. Ma se la situazione attuale proviene da scelte politiche che vogliono destrutturare il pubblico per favorire la privatizzazione, se si sceglie di aprire servizi e reparti per favorire le clientele e non per dare risposte ai reali bisogni della popolazione, questo atto di generosità della popolazione non lo possiamo considerare come una nuova tassa da pagare perché i soliti noti possano continuare a gestire la sanità pubblica secondo i loro interessi?
Se osserviamo a livello nazionale abbiamo avuto la trasformazione delle Usl in Asl, aziende che devono tendere al profitto. Si sono ridotti i posti letto dal 6 per mille al 3 per mille senza soluzioni territoriali alternative. Si è bloccato il turnover del personale ed il numero chiuso è stato programmato in maniera sconcia determinando l’attuale carenza. Si è definanziato il Fondo sanitario nazionale che è passato da oltre il 7% del Pil all’attuale 6%. E mentre si facevano queste scelte per non far funzionare il pubblico si aumentavano i privati convenzionati riducendo ulteriormente i fondi per far funzionare le strutture pubbliche.
In Molise con 6 ospedali per 300.000 abitanti si è deciso di investire più del 40% dei fondi e dei posti letto per privati convenzionati. Inoltre si sono aperti servizi e reparti per soddisfare i bisogni clientelari e non le esigenze della popolazione.
Quindi ci sono state precise scelte politiche che hanno generato lo sfascio e nessun evento naturale.
Questo per dire che, se si vuole cambiare strada in sanità pubblica bisogna agire a livello della politica.
Gli atti di generosità dei cittadini, a cui va dato tutto il plauso possibile, rischiano di sviare il problema e di mettere un pannolino caldo che non potrà modificare il degrado.
Se risposta deve esserci questa può venire solo da una forte presa di posizione politica di rottura con il passato.
Immagine IA
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