Luisa Morgantini, da sempre impegnata a difesa dei diritti dei palestinesi, è stata a Catania.
L’abbiamo intervistata per parlare di Gaza, della Cisgiordania occupata, di quando l’anno scorso fu arrestata, del perché si parla sempre di meno su ciò che accade in Palestina e su cosa servirebbe fare. È stata Vice Presidente del Parlamento Europeo ed è Presidente dell’associazione Assopacepalestina.
L’anno scorso è stata arrestata dall’esercito israeliano insieme al giornalista del Sole 24 Ore Roberto Bongiorni e due guide palestinesi. Un fermo durato diverse ore.
Tutto questo ce lo siamo fatti raccontare in una intervista.
L’attuale situazione a Gaza e il silenzio dei media
“La situazione a Gaza è disastrosa, Israele continua ad occupare intanto più del 58% della Striscia di Gaza e continua in questa zona che occupa a distruggerla e a sparare con i cecchini sopra i palestinesi che magari tentano di avvicinarsi. Soprattutto da dopo il cessate il fuoco e da dopo il piano di Trump sono stati uccisi più di 550 persone, bambini, donne. Sopportano fame e freddo e muoiono di tutte le malattie possibili.”
L’arresto a Hebron
“Ero con un altro giornalista era stata attaccata il giorno prima Tuba, un villaggio dentro Masafer Yatta nel sud di Hebron, in cui gli israeliani vogliono far evacuare i palestinesi, perché li vogliono congiungere con le colonie illegali, e la Corte Internazionale ha dichiarato che sono illegali, dovrebbero essere smantellati insieme all’occupazione militare. Siamo arrivati lì perché volevamo andare a portare la nostra solidarietà ai contadini che erano stati attaccati il giorno prima e anche arrestati.
E invece soldati, esercito, coloni, polizia ci han bloccati dopo averci tenuto per un’ora in quella zona dicendoci che quella era zona militare ma non era così, non c’era nessuna dichiarazione. Poi ci hanno portati dentro una colonia che era Arba, che è una delle colonie più orribili che sono vicino ad Hebron, e ci hanno tenuti per un po’ di ore. Poi però sono intervenuti in tantissimi, anche dall’Italia, finché ci hanno liberato. Ma volevano trattenere i due palestinesi che erano con noi. Gli ho detto no, non mi muovo salvo che i palestinesi vengano con noi.”
Con queste parole ha iniziato a rispondere alle nostre domande.





