L’inchiesta Memory è ferma, da tempo, sulla linea di partenza. L’udienza di questa mattina, fissata davanti alla giudice per l’udienza preliminare (GUP) Silvia Lubrano, non è entrata nel merito. Tutto nuovamente rinviato per notifiche non perfezionate e per il legittimo impedimento di uno dei difensori.
La nuova data è stata fissata al 21 maggio. Che sia la volta buona?
Era già successo il 22 gennaio scorso, quando il primo appuntamento davanti al Gup aveva registrato un nulla di fatto per ragioni procedurali. La scena, quasi identica, si è ripetuta. Non è soltanto un problema giudiziario. La maxi inchiesta deve dare delle risposte ai cittadini.
Ovviamente, l’udienza preliminare non è il processo. Ma è solo il momento (molto delicato) in cui il giudice deve decidere se l’impianto accusatorio può andare a dibattimento. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda 44 persone.
Nel fascicolo dell’inchiesta ci sono delinquenti, imprenditori, intermediari, figure tecniche e amministrative, oltre al presidente della Regione Molise Francesco Roberti e alla moglie Elvira Gasbarro.
Il quadro delineato dall’accusa è ampio e grave: associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga, smaltimento illecito di rifiuti. Un presunto sistema tra Molise e Puglia, con collegamenti che portano direttamente alla Società foggiana. L’ipotesi investigativa descrive un intreccio tra affari, pressioni, interessi economici e funzioni pubbliche. Con la presenza asfissiante della mafia foggiana. Lo ribadiamo ancora una volta: tutto questo rientra nell’ipotesi dell’accusa. Tutto – rinvii permettendo – dovrà essere verificato nelle sedi processuali.
La posizione di Roberti, presidente della Giunta regionale. La contestazione che riguarda il governatore non è legata alle accuse di stampo mafioso mosse ad altri indagati. Per lui la Procura indica un filone separato, centrato su ipotesi di corruzione collocate tra il 2020 e il 2023, negli anni in cui ricopriva incarichi istituzionali locali tra Comune di Termoli, Provincia di Campobasso e Cosib.
L’accusa sostiene che Roberti avrebbe favorito, attraverso il peso del proprio ruolo pubblico, interessi collegati alla Energia Pulita Srl, società attiva nel trattamento dei rifiuti nel nucleo industriale di Termoli, ottenendo in cambio utilità personali. Poi c’è la posizione della moglie Elvira Gasbarro, tecnico ambientale, per la quale viene ipotizzato un concorso nella vicenda. Roberti ha respinto gli addebiti, affidando la propria difesa a un memoriale.
Nell’inchiesta Memory da una parte c’è il filone più pesante, che chiama in causa un presunto sistema criminale con contestazioni mafiose e collegamenti pugliesi. Dall’altra c’è la posizione del governatore legato ai rapporti con il settore dei rifiuti e con una specifica società operante a Termoli.
La prossima tappa ci sarà il 21 maggio 2026.

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