Arriva come una comunicazione ufficiale, tono formale. Una presunta multa, con una cifra precisa, una scadenza. Ci sono pure le minacce di conseguenze più gravi. Ma è un imbroglio. Dietro queste mail c’è una truffa ben congeniata. Una trappola. Una delle tante che girano via web. I delinquenti fanno leva sulla paura, sull’onestà delle persone perbene.
Il meccanismo è semplice: un divieto di sosta, con un codice della pratica e con l’importo da pagare. È il linguaggio del phishing: urgenza, pressione psicologica. Tutto studiato per mettere fretta.
Non cliccate da nessuna parte. E denunciate alle autorità competenti. Non abbiate paura del richiamo a PagoPA.

Difendersi è possibile. Bisogna fermarsi e ragionare.
Le multe e altre comunicazioni di questo genere non arrivano con queste modalità. Non sono questi i canali ufficiali per pagare una sanzione. Le verifiche si fanno attraverso i siti istituzionali.
Non bisogna nemmeno temere il tono intimidatorio. Sono furfanti che, ormai, utilizzano ogni sistema per carpire soldi e dati delle vittime.





