Cerchiamo di comprendere le vere cause dell’attuale instabilità.
Sicuramente i sionisti, tramite il ricatto Epstein e la forza economico-finanziaria dei loro sostenitori, hanno interesse ad alimentare il caos per cercare di creare le condizioni della grande Israele. Di qui il genocidio di Gaza e del Libano e tutti i fronti di guerra aperti. Poco importa che ormai il precedente gioco comunicativo di voler apparire vittima mentre faceva stragi non regge più e che nel mondo si diffonda una pessima immagine di Israele. L’importante é mettere in discussione tutto l’ordine mondiale controllando la politica USA.
Accanto a questo dato relativo al sionismo c’è il problema enorme del debito americano che supera i 39.000 miliardi di dollari . In pratica gli USA , che pagano 1000 miliardi l’anno di interessi, sono una grande Potenza militare che non potrà mai uscire dalla crisi del debito generato dalla scelta neoliberista degli anni 70 del secolo scorso.
Questo non è un problema secondario per cui le continue guerre fatte e quella in corso, hanno probabilmente una origine forte anche nello stato fallimentare economico di quella grande nazione e nella necessità di mercato del suo apparato militare.
In queste condizioni si viaggia su un filo di lama e la situazione può precipitare in una catastrofe.
Trump è stato eletto come rappresentante di una nazione in profonda crisi e sembra giocare una partita a poker con il destino dell’umanità.
Nell’antichità, periodicamente, quando i debiti risultavano eccessivi e non restituibili, si arrivava ad una sorta di moratoria per evitare un avvitamento di tutta l’economia su se stessa.
Non so se è ipotizzabile qualcosa di simile anche oggi ma converrebbe trovare una soluzione possibile alla logica del debito per non essere trascinati nel baratro.
Il superamento della problematica del debito da sola non basta perché se anche teoricamente si riuscisse ad eliminarlo, se non si modificano i cicli economici del neoliberismo, ci troveremo, in breve tempo, con lo stesso problema. Ecco che diventa fondamentale un multilateralismo per promuovere un’economia di equilibrio e non di continua crescita con una distribuzione e non concentrazione della ricchezza.
Fermare Israele e far nascere uno Stato Palestinese secondo i confini prospettati dalla risoluzione DELL’ONU del 1967 è un’altra necessità impellente per bloccare questo sionismo genocida.
Solo se si riuscirà ad avere questi cambiamenti radicali si potrà disinnescare la probabile catastrofe atomica di qualche dottor Stranamore.
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