In più di 500 persone hanno sfilato davanti la base militare americana di Sigonella contro l’uso della base per le guerre in Medio Oriente contro l’Iran e contro il Genocidio palestinese.
Una voce unica: Sicilia terra di pace. E con queste parole si apre il corteo con lo striscione di testa. Un corteo organizzato dalla CGIL che ha fatto da collante alle varie realtà associative, partitiche, sindacali e civili per gridare il NO alle guerre, contro l’uso incondizionato delle armi da parte di Trump e Netanyahu e contro il governo Meloni e Schifani che non stanno facendo nulla per non appoggiare queste guerre. “No alla Sicilia come base logistica”, queste le parole urlate anche per lanciare l’allarme sulle conseguenze economiche del conflitto in corso. A guidare il corteo è stato Alfio Mannino, segretario generale CGIL Sicilia:
“La mobilitazione di oggi ci dice che c’è una Sicilia che davvero vuole affermare che questa terra deve essere terra di pace. Una guerra assurda che pagano i lavoratori e le lavoratrici, un governo nazionale che vuole fare in modo che la Sicilia diventi la base logistica di questa guerra è del tutto inaccettabile. Così come è inaccettabile che il governo della Regione nella riprogrammazione dei fondi strutturali metta risorse per l’economia di guerra invece che per l’istruzione, sanità, infrastrutture. Ecco, tutto questo noi chiediamo con questa mobilitazione e la presenza delle giovani generazioni ci dice che c’è una Sicilia migliore di chi la governa.”
Presente anche Sinistra Italiana con il suo segretario regionale Pierpaolo Montalto:
“Siamo tante e tanti qui per dire innanzitutto no a questa guerra orrenda, a questa guerra criminale. Per dire che non vogliamo basi di morte e basi di guerra in una terra come la Sicilia che è simbolo di incontro tra popoli, culture diverse, simbolo di solidarietà e accoglienza e che questa guerra non la vogliamo pagare noi. Già le nostre coscienze sono offese da quello che vediamo sulle televisioni, le stragi di civili, le stragi di donne bambine e bambini. Il fatto che questa guerra la stiamo pagando noi è inaccettabile. Non vogliamo schiavi di questo orrore, non vogliamo essere schiavi delle politiche criminali di Trump e Netanyahu. E la Meloni che ha scelto di fare del nostro paese un paese schiavo, suddito di questa follia criminale non può scegliere per noi. Noi siamo tutte e tutti qui per dire una cosa semplice: no alla guerra. E guardate c’è un grande popolo che si è mobilitato in difesa della Costituzione nel referendum. Quello stesso popolo oggi è in piazza per difendere un altro grande principio della Costituzione che il nostro Paese rifiuta la guerra. Noi la guerra non la vogliamo”
Anche AVS era presente con il parlamentare Leoluca Orlando:
“Questa manifestazione manda un messaggio molto chiaro per una Sicilia che vuole essere terra di pace. Ma vuole essere terra di pace nel rispetto delle convenzioni internazionali e dell’articolo 11 della Costituzione. La nostra carta costituzionale chiaramente dichiara che la Repubblica ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti e quindi non ammette e considera illegittima questa assurda guerra promossa da due criminali, Netanyahu e Trump che nella violazione della legalità internazionale stanno producendo quello che Papa Francesco chiamava la guerra mondiale a pezzi con il Genocidio in Palestina, un massacro di civili in Libano, con l’impossibilità della Resistenza iraniana di poter liberarsi di un regime dittatoriale con le vie della democrazia costretti, evidentemente, a subire le reazioni di un paese che essendo in guerra reprime ulteriormente gli stessi diritti umani. Ecco credo che sia evidente che siamo in presenza di un momento, questa base di Sigonella, che è un monumento ad un tempo che non deve esserci più perché l’accordo del 1954 fra Italia e Stati Uniti venne firmato in una logica in cui c’era un paese che aveva vinto la guerra, l’America, e un paese che aveva perso, l’Italia. Oggi non è più possibile continuare con un trattato che parte dal presupposto di una subalternità e che rischia di legittimare la violazione della Costituzione perché una semplice autorizzazione data da un ministro per l’atterraggio di un aereo o per l’utilizzo di questa base per un’azione di guerra, di offesa e quindi in violazione della Costituzione, potrebbe essere fatta in base a questo trattato. Bisogna immediatamente disdettare il trattato e bisogna applicare sanzioni a Israele e America che vanno avanti con una guerra illegittima.”
Presente anche il PD con il suo deputato nazionale e segretario regionale Anthony Barbagallo:
“Insieme con le associazioni, le parti sociali il partito democratico oggi partecipa a questa grande mobilitazione per dire no alla guerra e per chiedere al governo parole di verità. È stato il partito democratico in aula e nelle piazze a dire che c’era un uso distorto della base di Sigonella. Quindi chiediamo che il territorio siciliano e italiano e le basi nel territorio siciliano e italiano non vengano utilizzate a supporto delle azioni belliche di Trump e Netanyahu.”
Per Ersilia Saverino, deputata all’ARS in quota PD:
“Oggi siamo qui per ribadire un concetto che non è un’utopia come si dice. Per noi la pace è fondamentale è la base della nostra vita. E mandare questo messaggio da qui oggi, da Sigonella, che siamo al centro del Mediterraneo la Sicilia è sempre stata un corridoio in cui si sono incrociate tutte le culture, le storie, provenienze diverse e da lì che è nata la nostra identità. Credo che sia fondamentale mandare questo messaggio. La pace si costruisce. Oggi sembra quasi che sia diventata di moda, sembra quasi un lusso e non un diritto. Invece la pace è un diritto, la dobbiamo costruire giorno dopo giorno e sono importanti in momenti come questi perché finalmente la politica, le istituzioni, la società civile, i giovani siamo tutti insieme perché noi abbiamo un compito, quello di lasciare un mondo diverso ai nostri giovani. Non possiamo abituarci ai conflitti, alle guerre, alla violenza. Migliaia di persone che giorno dopo giorno perdono la casa, vengono uccisi i civili e i bambini che quando restano vivi hanno perso il loro futuro. Quindi veramente che sia importante da qui che passi questo messaggio: costruiamo la pace.”
Presente anche il Movimento 5 Stelle con il suo coordinatore regionale in Sicilia e vicepresidente vicario all’ARS, Nuccio Di Paola:
“Siamo qui per ribadire a gran voce che la Sicilia è una terra di pace e il Presidente Schifani deve prendere posizione perché non è possibile che dalle basi statunitensi partano droni o aerei che possono attaccare o nuocere altre popolazioni. Questo non lo possiamo permettere. La Sicilia è da sempre terra di mescolanza, vogliamo la pace. Presidente Schifani prenda posizione.”
Per il mondo dell’associazionismo erano presenti diverse realtà tra cui Adriana Laudani, presidente dell’associazione Memoria e Futuro:
“Dalla Sicilia e da Sigonella riparte il grande movimento nazionale e internazionale quale ci colleghiamo per la pace contro il riarmo e questa follia della guerra. La guerra è una scelta fatta da uomini e tante donne e tanti uomini possono sconfiggerla e farla cambiare. Non ci arrendiamo di fronte ai pochi potenti della guerra. Schieriamo in campo tutti i valori, tutte le idee, tutte le speranze di presente e di futuro che portiamo nel nostro cuore. Una grande mobilitazione di popolo può farci vincere questa battaglia e dobbiamo vincerla. Pio La Torre ci ha dimostrato, avendo superato quello che sembrava insuperabile la scelta dell’installazione dei missili a Comiso, che si possono invertire anche decisioni politiche che sembrano irreversibili. Ricordando lui, imparando da lui anche come si fa a costruire un grande movimento unitario di massa per la pace continuiamo a combattere.”
Presente anche l’ANPI, con la presidente della sezione di Caltagirone Giuliana Buzzone:
“Sigonella come la base Muos non sono dei luoghi neutri. Sono luoghi che vengono utilizzati nelle guerre che si seminano nel mondo e noi non possiamo tollerare che la Sicilia sia complice di queste scelte. Scelte fatte dall’alto, di uomini di potere: Trump, Netanyahu, il suo governo para-nazista. E la complicità anche di altri governi come il nostro governo italiano. E allora siamo qui per ribadire, come lo abbiamo fatto tante volte, che ovunque le persone uomini, donne, bambini hanno diritti uguali e devono vivere una vita felice e non sotto i bombardamenti. Le guerre distruggono ecosistemi, sterminano popolazioni e cancellano culture e questo significa cancellare l’umanità. Noi non ci stiamo. Ci vuole una grande mobilitazione ma non solo come quella di oggi, ogni giorno. E sicuramente riusciremo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo tutti prefissati cioè quello della pace del mondo che non è un utopia ma una idea realizzabile e concreta.”
Presente anche Legambiente con Anita Astuto, vicepresidente di Legambiente Sicilia:
“Noi siamo qui perché crediamo che è necessario invertire il modello di sviluppo economico che sottende a queste guerre. Purtroppo la mappa dei conflitti ormai è evidente, sotto gli occhi di tutti. È assolutamente sovrapponibile a quella dell’accaparramento delle risorse in particolare quelle energetiche ma anche quelle delle materie prime. Noi oggi sappiamo che l’alternativa è possibile. Noi stiamo scendendo in piazza in tutte le occasioni possibili per rinnovare il nostro impegno di formazione, di informazione sui territori sul fatto che più rinnovabili significa anche più pace. La nostra terra ne è un esempio più che chiaro. Siamo in questo momento un avamposto delle guerre che avvengono oggi in Medio Oriente ma continuamente. Siamo stato complici del Genocidio a Gaza con le partenze qui da Sigonella. Allora questo assolutamente crediamo che sia possibile evitarlo, così come è stato dimostrato con una piattaforma di associazioni civili con il referendum possiamo farlo anche con un obiettivo così importante come la pace. E significa anche trasformare questo modello economico, trasformare i poli industriali siciliani in una transizione energetica che è fatta di scelte politiche, non sono scelte tecniche. Sono assolutamente scelte politiche perché le risorse che in questo momento vengono dirottate ad un dissennato riarmo possono, invece, essere travasate assolutamente verso i cittadini che hanno bisogno, hanno diritto ad un’energia pulita, un’energia che sia sicura e che non venga da luoghi di conflitti e quindi più rinnovabile, più pace.”
tutte le foto di Antonino Schilirò










