La lotta alle mafie non si tiene in vita con le celebrazioni. Ma con la memoria, con la scuola e con il coraggio. È proprio da questo concetto è partita la nuova puntata di “30 minuti con…” su WordNews.it.
In studio presente anche il nostro collaboratore Antonino Schilirò.
Al centro del confronto, il volume curato da Simona Barberio, costruito come un’antologia di voci e di esperienze nate attorno al tema del contrasto alle mafie, ma cosa pensare. Metterli nelle condizioni di capire, scegliere, prendere posizione.
La mafia teme la scuola più della giustizia, ha ricordato il nostro direttore Paolo De Chiara. Una frase coniata dal giudice Antonino Caponnetto, protagonista di una stagione importante, nel Paese delle mafie.
A raccoglierne il testimone è stato Massimo Caponnetto, che – nell’incontro dell’altra sera su WordNews.it – ha riportato il confronto su un terreno concreto, generazionale. Ha parlato della necessità di continuare a tenere viva la memoria, ma anche del rischio che certe figure e certe stagioni della storia italiana si allontanino progressivamente dalla percezione dei più giovani. Non basta più evocare nomi simbolici per suscitare emozione. Oggi serve di più. Serve rendere attuali quei racconti, tradurli in esperienze capaci di toccare la sensibilità dei ragazzi, fino a trasformare la memoria in partecipazione.
C’è una generazione che aspetta di essere chiamata in causa, di trovare uno spazio in cui mettere in gioco le proprie idee, di sentire che la battaglia per la legalità non è un rito del passato ma una questione che riguarda il presente.
A rafforzare il discorso sulla memoria è stato anche l’intervento di Piera Aiello, che ha intrecciato il proprio racconto personale con il ricordo di Rita Atria. Aiello ha insistito sul ruolo dei giovani, smontando la narrazione comoda di una generazione passiva o disinteressata. Sul piano più strettamente politico e istituzionale si è inserito l’intervento di Stefania Ascari, che ha richiamato il rapporto tra memoria, legalità e responsabilità pubblica. La sua riflessione ha toccato il nodo del ruolo della politica nella lotta alle mafie. Ascari ha anche portato il discorso sul terreno dell’attualità istituzionale, denunciando le difficoltà di lavoro all’interno dell’attuale commissione parlamentare antimafia.
Una trasmissione come quella andata in onda su WordNews.it prova a rimettere ordine: per dare un nome alle cose, per restituire dignità alle storie, per rimettere al centro i giovani e per ricordare che senza coscienza critica non esiste vera antimafia.
La serata di “30 minuti con…” ha dimostrato che la lotta alle mafie non può essere confinata nei convegni, ma deve attraversare la scuola, la cultura, la politica, l’informazione e la vita quotidiana.
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