La multa sulle strisce blu può essere nulla. Succede quando il Comune non ha approvato una delibera valida sulle tariffe della sosta. A chiarirlo è il Tribunale di Isernia, con una sentenza liberatoria che può avere effetti concreti su molti ricorsi.
Nella sentenza n. 190 del 9 aprile 2026 del Tribunale di Isernia il giudice ha chiarito che il costo della sosta a pagamento non può essere assimilato a un tributo locale soggetto a rinnovo automatico.
Serve una delibera comunale aggiornata, per fissare la tariffa per l’anno in cui viene contestata l’infrazione. Se quell’atto manca, il Comune non ha una base giuridica solida per sanzionare chi non ha esposto il ticket.
Le tariffe dei servizi pubblici locali devono essere determinate in modo trasparente, con un provvedimento preciso, riferito all’anno in corso. La vicenda affrontata a Isernia nasce da un caso molto comune. Un automobilista aveva ricevuto nel 2019 una multa di circa 60 euro per aver parcheggiato in area blu senza esporre il tagliando. Dopo il rigetto del ricorso da parte del Prefetto e un’ordinanza-ingiunzione di importo superiore, la questione è arrivata davanti al Tribunale. Dove è emerso il nodo: per quell’anno il Comune non aveva adottato una delibera valida per fissare la tariffa della sosta.
Senza una delibera annuale valida il verbale può essere annullato. La sosta sulle strisce blu non può essere trattata come una tassa che si rinnova da sola. La sentenza del Tribunale di Isernia incide su una prassi amministrativa diffusa.
Prima di pagare bisogna controllare se sull’albo pretorio del Comune esiste una delibera relativa all’anno in cui è stata elevata la contravvenzione.




