La politica è la vera responsabile del funzionamento del sistema sanitario. Infatti la politica controlla i mezzi dì produzione, stabilisce dove devono essere indirizzati i fondi, quali strutture aprire, quanto personale le stesse devono avere, chi deve dirigere, quali apparecchiature fornire.
Se nel Molise si è deciso negli anni ’80 del secolo scorso di affidare la diagnostica strumentale di avanguardia di allora ad una struttura privata convenzionata e non ad uno dei 6 ospedali del territorio, questa è stata una scelta politica per favorire alcune clientele.
Se nonostante la presenza di 6 ospedali pubblici più altre strutture si è deciso di moltiplicare le convenzioni con i privati convenzionati, questa è una scelta politica che ha progressivamente sottratto fondi e mezzi al funzionamento degli ospedali.
Se nel momento in cui non bastano più i fondi per mantenere strutture pubbliche e privati convenzionati, si chiudono gli ospedali ed i servizi pubblici e si moltiplicano le convenzioni con i privati, questa è una scelta della politica.
Se in pieno commissariamento, con l’impossibilità di assumere personale, si decide di rottamare a suon di milioni, intere classi dirigenziali, questa è una scelta della politica che vuole defunzionalizzare il pubblico.
Se vengono pagate ai privati convenzionati prestazioni senza attuare alcun controllo sull’appropiatezza, questo lo si fa per volontà politica. Se la Regione anticipa a due mesi il pagamento delle prestazione extraregionali ai privati, prestazione che saranno, non tutte, pagate dalle altre regioni dopo due anni, e queste somme vanno a costituire una parte importante del deficit, questo avviene per volontà politica.
Se paghiamo più tasse ed abbiamo meno servizi, questo avviene per volontà politica.
Se si decide si chiudere reparti e servizi nel pubblico senza mai toccare i privati convenzionati, questa è volontà politica e non necessità tecnica.
La politica è responsabile dello sfascio attuale.





