Tatiana Ipatova fu tra le migliaia di bambini accolti in Italia dopo il disastro della centrale nucleare di Chernobyl. Era stata accolta nell’estate 1992, a 7 anni.
Nata il 21 ottobre 1984 a Mozyr, in Bielorussia, Tatiana Ipatova oggi vive a Traun, in Austria. Ma non ha mai dimenticato la famiglia italiana che gli donò affetto, amore, accoglienza. Nelle scorse settimane aveva lanciato un appello per rintracciarla. Le sue parole erano state raccolte da Alessia Natali, presidente di Penelope Abruzzo, e rilanciate dall’associazione in Italia.
Era apparsa un’impresa quasi impossibile, un sogno irrealizzabile. Ma, come disse Albert Einstein, ci sono cose che appaiono impossibili fin quando arriva qualcuno che non lo sa e le realizza. Il sogno di Tatiana è stato così: le sue parole hanno commosso tantissimi, ha mobilitato persone, il suo appello è stato rilanciato su tante testate giornalistiche e alla fine ha raggiunto l’obiettivo.
Tatiana Ipatova ricordava solo l’arrivo in Italia e una spiaggia bellissima in cui giocava con altri bambini. Non ricordava neanche il cognome della famiglia e la regione. Eppure, per le infinite autostrade del web e dei cuori, l’ago nel pagliaio è stato trovato e il suo sogno si realizzerà.
La famiglia che la ospitò vive a San Benedetto del Tronto, nelle Marche.
«Ringrazio tutti quelli che hanno condiviso l’appello confermando ciò che ho sempre dichiarato: fare rete è importante! Grazie davvero di cuore a tutti, da parte di tutti noi. L’amore vince» le parole con cui Alessia Natali ha espresso la gratitudine e la gioia per questo sogno realizzato. Il sogno di una ragazza che è diventato sogno collettivo e si è realizzato. In America Latina c’è un proverbio che recita che sognare da soli è solo un sogno, sognare insieme è una realtà che si mette in cammino. La storia di Tatiana e della famiglia che la accolse, il cerchio che presto si chiuderà con un immenso abbraccio è la dimostrazione di quanto è vero.



