La comunità di Casalbordino ha salutato ieri mattina Titti Antola Magnarapa, la signora Titti, zia Titti.
Storica presidente della San Vincenzo de Paoli dell’Abruzzo meridionale, fondatrice della stessa San Vincenzo a Casalbordino, colonna dell’associazionismo culturale e della carità cristiana.
Un funerale che è stato di profonda commozione e di momenti in cui son giunti sorrisi. Il sorriso di Titti apriva il cuore, lo scaldava, raggi del sole di un cuore grande e buono, di una persona buona e sincera. Una vita in cui, come ha sottolineato don Silvio Santovito durante l’omelia, ha donato generosità e bellezza.
Ogni uomo è bellezza di Dio, ogni persona ha un cuore da riscaldare. E seminare bellezza, portare bellezza era per Titti profonda opera di carità. Quella carità che negli anni in cui molti si dedicano al riposo è diventata la molla di innumerevoli iniziative, presenza costante, aiuto ad ogni ora del giorno e della notte. «Ogni volta che avevo bisogno di qualcosa chiamavo Titti, a qualsiasi ora anche di notte, e lei era subito pronta» ha ricordato don Silvio.

Nell’età del riposo Titti non trovava riposo, c’era sempre qualcuno da aiutare, sostenere, a cui donare e donarsi. Instancabile con i ragazzi, nella quotidianità della parrocchia e nei campi scuola, in cui mostrava una vitalità che molti “nipoti” non avevano. Titti che, come ha ricordato don Silvio, c’era il sabato sera quando per alcuni anni da Casalbordino partiva un gruppo a portare conforto e beni di prima necessità agli impoveriti, agli ultimi, che affollavano di notte le stazioni di Casalbordino, Vasto e Termoli. Per molti ragazzi africani, ha ricordato don Silvio, Titti era diventata la mamma.
Titti sempre disponibile, Titti sempre sorridente e di profonda cultura e animo, capace di accompagnare in grandi riflessioni e di donare gioia, calore umano, momenti spensierati. Le porte del palazzo erano sempre aperte, quanta gioia quando l’ingresso era animato dalle tante attività culturali e sociali del paese. Titti pronta a prodigarsi anche nei lavori considerati più umili per chi era solo e in difficoltà. Tanti ricordi, tanti aneddoti, innumerevoli momenti. Che strappano ancora oggi sorrisi, durante il funerale tutti o quasi abbiamo sorriso, quasi riso, ripensando a tanti di questi momenti, ad esperienze che oggi a ripensarci sembrano impossibili.
Ma la bontà, la generosità, tutto possono. Tre sono le virtù teologali fondamentali per i cattolici. E Titti le ha espresse tutte, concretamente, in tutta la sua vita. Senza mai giudicare ma sempre pronta ad abbracciare. Una fede profonda radicata nell’esserci, nel vedere negli altri mai qualcuno da condannare ma sempre da amare. Pronta a partire, anche di notte, per andare a Vasto o addirittura varcare i confini regionali.
Titti è volata in Cielo pochi giorni dopo il suo novantanovesimo compleanno, nell’ora della Croce, le 15 del pomeriggio in cui tutto fu compiuto e spirò quel Gesù che lei vedeva negli altri. Senza bigottismi, senza cattedre particolari. Il Piccolo Principe disse che l’essenziale è invisibile agli occhi e che non si vede bene che col cuore. Nella vita di Titti l’invisibile è stato quanto di più visibile possibile.





