Non costringeteci all’astensione
Ci avviamo verso il prossimo appuntamento elettorale per le politiche.
L’esperienza meloniana è stata drammatica con un imbarbarimento dei rapporti, lo sdoganamento di razzismo e xenofobia, la non volontà di colpire gli extraprofitti di banche ed imprese che si sono arricchite con la crisi, la supinità verso il riarmo e le tendenze guerrafondaie, l’abolizione del reddito di cittadinanza per i più bisognosi e per il moltiplicarsi di lavori poveri.
Per non parlare di sanità che, con l’ulteriore taglio del fondo — siamo quasi sotto il 6% del Pil — e con la cessione ancora maggiore di servizi ai privati, procede, ancor più dei governi precedenti, verso la privatizzazione a fine di profitto.
Il governo Meloni è stato voluto dai poteri forti che hanno imposto ad Enrico Letta la non alleanza con il M5S. Gli stessi poteri che imposero a Renzi di far cadere il Conte 2 dopo che questi aveva portato a casa 209 miliardi.
Questi stessi poteri vorrebbero imporre nella futura alleanza del campo largo nuovamente Renzi per potersi sentire tutelati nei loro interessi.
Perfettamente d’accordo con Travaglio nell’analisi che fa della figura di Renzi nell’editoriale di oggi. È come inserire un cavallo di Troia nell’alleanza di centrosinistra per regolare come al solito le politiche finanziarie e sociali per determinati interessi.
Abbiamo bisogno di programmi nuovi e più radicali nel momento drammatico che stiamo vivendo con il riassetto a livello globale.
Se invece di questo ci ritroveremo un Renzi nell’alleanza con il ricatto di votare anche questo per evitare il peggio, costringerete ancora all’astensione molti elettori.
Concentrarsi su un programma che affronti le problematiche dei beni comuni, la redistribuzione del reddito, il rifiuto della guerra e del riarmo, ecc. di questo abbiamo bisogno.
Perdere questa occasione per provare a cambiare, riprendendo la strada del Conte 2 interrotta bruscamente per interessi ben definiti, questo si attendono molti di noi.
Non costringeteci all’astensione.





