È la terza volta, negli ultimi anni, che il CSM non approva la nomina di Ardita ad un incarico direttivo.
- Procuratore Capo a Catania? NO!
- Procuratore Capo a Venezia? NO!
- Procuratore Aggiunto alla Procura Nazionale Antimafia? NO!
Tutto ciò è determinato dal fatto che Ardita non abbia i titoli? NO!
Cerco di spiegarmi.
Conosco Sebastiano Ardita da quando è entrato in Magistratura, ed io ero già avvocato.
Siamo diventati amici perché ho compreso che è preparato, onesto, integerrimo, veramente autonomo e indipendente da ogni suggestione dei vari poteri, più o meno leciti, che occupano il nostro Paese e imperversano in tutti i suoi gangli vitali.
Abbiamo in comune alcuni valori fondamentali che rappresentano la guida morale delle nostre scelte.
Lo considero uno dei migliori magistrati che io abbia conosciuto nella mia lunga esperienza professionale, e ne ho conosciuti centinaia a tutte le latitudini.
Un magistrato così va benissimo in un Paese veramente libero e democratico, rispettoso della divisione del poteri e che accetta il controllo di legalità a tutto campo.
Purtroppo questo Paese non è l’Italia, dove comandano i corrotti, i corruttori e i mafiosi con il vestito buono che, come diceva Pippo Fava, abitano nei palazzi del potere, molti dei quali ubicati a Roma.
Allora Ardita non va bene perché sarebbe la persona giusta nel posto sbagliato.
Quanti adducono ragioni diverse mistificano la realtà.
E il nostro è un Paese di mistificatori!





