«Questo è un libro prezioso, come tutti gli scritti che affrontano un tema ancora inesplorato – scrive don Luigi Ciotti nella prefazione del libro «Quarta mafia, la criminalità organizzata nel racconto di un magistrato sul fronte» – Sebbene infatti da oltre vent’anni le evidenze giudiziarie abbiano confermato la natura mafiosa dei sodalizi criminali foggiani, ad oggi non esistevano lavori organici che aiutassero a comprendere l’evoluzione e le peculiarità di questa organizzazione».
La lettura, attenta e approfondita, del libro scritto da Antonio Laronga (procuratore aggiunto di Foggia) ci consegna una mappa preziosa per districarsi nel multi verso delle mafie pugliesi, nella loro evoluzione e per accendere definitivamente i riflettori su una realtà, come il dottor Laronga ha sottolineato nella prima parte di questa videointervista, troppo spesso taciuta e sottovalutata.
In quest’ultimo capitolo Laronga si sofferma sulla società foggiana e sulla mafia garganica. La società foggiana, ricorda il magistrato, è stata riconosciuta come organizzazione mafiosa «con sentenza definitiva della Corte di Cassazione nell’ottobre 1999». Un processo nato dopo le inchieste e le operazioni successive tra gli altri all’omicidio di un imprenditore edile, che si rifiutò di sottomettersi al racket, e del direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia Francesco Marcone. Marcone fu assassinato il 31 marzo 1995, pochi giorni prima aveva inviato un esposto in Procura per denunciare truffe perpetrate da falsi mediatori che garantivano, dietro pagamento, il disbrigo repentino delle pratiche di competenza del suo ufficio. Furono processate 68 persone, la sentenza definitiva della Corte di Cassazione arrivò il 13 ottobre 1999 con il riconoscimento della natura mafiosa della Società foggiana. Le mafie garganiche, sottolinea il dottor Laronga nell’intervista, sono state riconosciute come associazioni mafiose con sentenze definitive «la prima volta in un processo noto alle cronache come processo Iscaro Saburro, la cui sentenza è divenuta definitiva nel 2008». L’operazione Iscaro Saburro scattò il 23 giugno 2004 e colpì i clan della faida del Gargano. Una guerra mafiosa iniziata per questioni di abigeato il 30 dicembre 1978 evolutasi negli anni in lotta per il controllo del territorio, dell’estorsione, del racket, del riciclaggio, del narcotraffico, del contrabbando di sigarette e dell’usura. La strage di San Marco in Lamis, a cui ha fatto riferimento il procuratore Laronga nella prima parte di questa videointervista, viene inserita in questa faida ormai pluridecennale. L’ultimo omicidio di questa faida dovrebbe essere allo stato attuale datata 26 aprile 2019 quando a Vieste fu ucciso in un agguato Giacomo Perna, giovane boss dell’omonimo clan.





