Negli stralci delle interviste citate nel precedente capitolo di questo dossier Palmisano fa diversi riferimenti all’Abruzzo e alla penetrazione delle mafie foggiane in questo territorio. In cui molte inchieste, da Decima bis all’ultima poche settimane fa che ha interessato attività economiche di San Salvo e Vasto e sparatorie e violenze gangeristiche nella prima, hanno acceso i riflettori sulla presenza e compresenza di mafie di ogni tipo, di narcotraffico e sfruttamento (nel complice e connivente silenzio generale) della tratta, dal riciclaggio di capitali sporchi e il traffico e detenzione illecita di armi ad altri crimini mafiosi.
Questa è sempre e per sempre la terra dei Casamonica e dei loro parenti e affini (De Rosa, Di Silvio, Ciarelli, Spinelli, Di Rocco ed altri clan di persone senza nessuna dignità ormai noti e conosciuti a chi ci legge) che ospitò e coccolò Riina jr tre anni fa, di un aumento esponenziale delle droghe dagli anni ottanta e novanta ad oggi.
Era l’ottobre scorso quando una maxi operazione anti mafia nel foggiano giunse fino a San Salvo e Casalbordino. La Casalbordino che accolse Giuseppe Salvatore Riina, Salvo, Salvuccio, il rampollo scrittore e poeta, l’angelo benefico all’ombra di chi a quanto pare non ci sente e non ci ha mai sentito davanti anatemi e scomuniche papali e il martirio di preti come don Peppe Diana e Padre Pino Puglisi.
L’Abruzzo è la regione in cui ci sono forti presenze, con infiltrazioni conosciute dal foggiano e da altre zone della Puglia, della mafia dei pascoli. Recente la notizia dell’emanazione di quattro interdittive antimafia tra le province di Pescara e L’Aquila nei confronti di altrettante aziende agricole, riscontro delle denunce di questi anni e di come anche in questa regione le mafie sono presenti nel settore primario dell’economia. Ne abbiamo parlato varie volte con interviste. e pubblicando ampi stralci di una ricerca universitaria da lei coordinata, con la professoressa Lina Calandra dell’Università aquilana.
Casalbordino in cui una delle famiglie Casamonica d’Abruzzo, i De Rosa, continuano ad imperversare e picchiare, spacciare ed estorcere, a far sentire sempre e comunque la loro violenta imposizione vigliacca ed indegna.
La Casalbordino che vide nel lontano 2009 insanguinarsi la rotta del male verso San Severo quando una giovanissima ragazza perse la vita tornando in paese. Nel giugno dell’anno scorso un altro settore in cui ombre e anche più sono presenti è quello dei rifiuti, direttrice Foggia-vastese fischiano le orecchie a qualcuno? Dovrebbero ma ne dubitiamo … ad aprile dell’anno scorso emerse che un’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti – direttrice Campania-Puglia-Abruzzo – aveva portato al sequestro di un capannone nella zona industriale di Punta Penna a Vasto. Unica volta in cui un documento ufficiale mise nero su bianco cause di puzze nell’aria, anche qui fischiano le orecchie a qualche cianciante di provincia? Dovrebbero ma ne dubitiamo … Laronga pose forte attenzione nell’intervista che ci concesse l’anno scorso alle presenze mafiose nel vastese e nell’area metropolitana Montesilvano-Pescara-Francavilla.
Parole chiare ed inequivocabili, avvalorate e confermate da quanto abbiamo appena ricordato e altre inchieste. Ma tanti, troppi, vigliaccamente, vergognosamente, complici, continuano a far finta di non vedere. Continueremo a farlo e a denunciare e gridare anche per loro. Come disse qualcuno gridatelo sui tetti. Non mancheremo mai di farlo.




