La testimonianza e l’appello di Liliam Altuntas, da noi pubblicati nei giorni scorsi in questo momento difficile e drammatico per lei, denuncia e dimostra l’unica reale realtà dietro l’industria mafiosa, patriarcale, criminale dello stupro a pagamento. Cerchiamo di denunciarlo e documentarlo costantemente nei nostri articoli. Grazie soprattutto ad attiviste, sopravvissute, testimonianze, associazioni.
Sex Industry is violence è fonte preziosa di denuncia sociale e documentazione di quanto gli stessi stupratori a pagamento, i cosiddetti «clienti», pubblicano su pubblici forum in cui si confrontano e raccontano. Senza nessuna remora anche delle violenze e della più brutale cultura dello stupro da loro perpetrata ogni giorno. Personaggi che si vantano di ogni depravazione violenta, che sanno benissimo di alimentare la schiavitù e lo sfruttamento, che sono la dimostrazione concreta della disumanizzazione e delle donne vittime.
Donne di ogni età perché le mafie non si fermano di fronte a nulla e la pedofilia – ancor di più nel paese che detiene il primo posto da decenni nelle classifiche mondiali del turismo pedofilo – è uno dei crimini nei quali sono attivi. Lo dimostrano alcune delle «testimonianze» di questi stupratori a pagamento pubblicati nelle scorse settimane da Sex Industry is violence. Sono parole che non necessitano di nessun commento e nulla serve aggiungere, si commentano e dicono tutto già da soli.
«Bimba è per me la miglior definizione per descrivere questa diciannovenne … ha atteggiamenti ed espressioni da vera bimba … con la sua innocenza e inesperienza mi ha fatto eccitare tantissimo». Sono alcune delle frasi documentate
Eccitato dall’innocenza e dalle «espressioni da vera bimba», praticamente questo «cliente» sta rivendicando e sbandiera orgoglioso il suo violentare la tenerezza, l’innocenza, l’apparenza di un’età anche minore di quella che lui riporta. Un pedofilo potenziale e concreto …
L’ho testata, considerandola alla stregua di un’auto o uno strumento, menù e «ottimo rapporto qualità prezzo». La disumanizzazione e la mercificazione perpetrata in allegria (dello stupratore). Sono alcune delle frasi scritte in un’altra testimonianza
Tali esseri disumanizzanti, violenti e criminali disprezzano le donne che sfruttano e violentano e ogni donna. La cultura dello stupro, l’industria dello stupro considera ogni donna alla sua mercé, violandone e calpestandone ogni umanità e dignità. «Va prima scorticata nell’anima, per poi insultarla e piegarla nel morale», con queste parole inizia questo testo di un «compratore»
Criminali atroci che non si fermano davanti nessuna sofferenza, nessun dolore, neanche davanti le lacrime e il pianto delle vittime si fermano
Nessuna parola, nessuna indignazione, nulla di nulla può mai esser sufficiente a descrivere e commentare una disumanità schifosa, perversa, depravata, criminale come queste.
Questa riportata è la semplice, lineare, concreta realtà. Mafie e patriarcato vengono alimentate e si rafforzano grazie a questi esseri, su questa schiavitù, su questo sfruttamento, su questi stupri. Ripetuti ogni giorno e ogni notte, calvario drammatico e totale.





