Tre aggressioni violente in poche settimane, un compleanno nell’anniversario della strage di via D’Amelio festeggiato con Niko Pandetta, un altro concerto di Pandetta fermato dalle autorità. È solo uno spaccato recente del ventre violento, criminale, e delle famiglie che vi gravitano, dell’Abruzzo da Montesilvano al confine col Molise. Sono fatti avvenuti a Casalbordino, il paese che tre anni fa ospitò Riina Jr., in cui alcuni soggetti (sempre gli stessi!) pare siano rimasti in contatto con lui. E in cui la cronaca giudiziaria ha visto in questi anni sempre protagonisti gli stessi soggetti.
L’aggressione avvenuta la notte tra il 10 e l’11 giugno ha portato la Questura ad emettere tre “Daspo Willy” a fine agosto. È notizia di questi giorni l’emissione di un nuovo provvedimento nei confronti di due soggetti. Il Questore di Chieti “a seguito dell’iter amministrativo avviato dalla Divisione Polizia Anticrimine” – riporta il comunicato stampa inviato dalla Questura stessa – ha disposto l’emissione di un “foglio di via obbligatorio” e il divieto di ingresso per tre anni nel territorio casalese nei confronti di un trentottenne e il “divieto di accesso negli esercizi pubblici e nei locali di pubblico intrattenimento” e di “stazionamento nelle immediate vicinanze dei citati locali”, valido su tutto il territorio della provincia di Chieti, per un trentaquattrenne. Il secondo provvedimento, come reso noto dai Carabinieri di Ortona, che in meno di una settimana è stato violato due volte a Casalbordino. Due volte in meno di sette giorni, in pubblica piazza, di fronte a decine di cittadini. I carabinieri di Casalbordino hanno accertato la violazione e lo hanno denunciato a piede libero. Una dinamica che non ci sarebbe neanche bisogno di commentare o spiegare, rende perfettamente da sola quanto questi soggetti disprezzano ogni regola, perpetrano il totale arbitrio in sfregio della regole della società, quanto se ne pongono al di fuori, la loro concezione della presenza nella società stessa, quanto si sentono padroni di tutto, di potersi imporre con violenza e arroganza. Tra la notizia dei provvedimenti della Questura e delle due violazioni l’ennesimo violento episodio: una settimana fa un’aggressione a freddo, improvvisa, da cui è scatenata una sorta di rissa violenta.
Questa è la quotidianità, questo è il ventre violento ed arrogante che minaccia la normale vita civile e sociale. Si vive nei luoghi della socialità, della comunità, ed improvvisamente può arrivare ad avvelenarla la violenza.
La motivazione di questi provvedimenti resa nota dalla Questura meriterebbe profonda attenzione: “una precisa finalità preventiva, mirando a limitare la libertà di movimento dei destinatari al fine di infrenare la loro pericolosità sociale”. Quella “pericolosità sociale”, quella violenza egemone, che s’inserisce nel quadro criminale di quella che – come abbiamo ricordato quest’estate – a Roma, Latina ed Ostia viene definita “mafia”. Perpetrata dagli stessi soggetti e dalle stesse famiglie o da loro parenti ed affini.
All’inizio di quest’articolo è stato ricordato il concerto a Casalbordino avvenuto e quello saltato a Palmoli quest’estate. Dopo il primo si è creato entusiasmo e si preparava una folta rappresentanza di “fan” pronti a salire a Palmoli. Silenzio assoluto o quasi, invece, dopo che il concerto era stato annullato. Nessun turbamento, nessun dubbio, nessuna domanda, nulla di nulla sulla catena di concerti saltati, sul concerto in Molise che è stato sorvegliato da un folto schieramento di forze dell’ordine. Tutto normale per lor signori, come Riina jr tre anni fa e tutto quanto proviene dal ventre violento da decenni.
Quel neomelodico osannato ed esaltato, di cui si sono innamorati e che hanno omaggiato in decine e decine, nipote di un boss al 41bis, è stato condannato ad oltre quattro anni ed arrestato nelle scorse settimane. E la “notizia”, girata su tiktok e rimbalzata su altri social, di una recente scarcerazione è falsa, sono immagini vecchie, non è vero nulla. Che sui social ci sia chi impunemente e con squallida arroganza perpetri queste menzogne dimostra quanto la propaganda criminale, quanto il loro disprezzo della giustizia e della civile convivenza, quanto il ventre violento mafioso sia un cancro, un virus diffuso online, raggiungono ogni giorno vette sempre più inaccettabili e vergognose.
Che certi soggetti hanno potuto impazzare da queste parti, che soggetti di tal livello si sentano di casa e creano entusiasmo e “fan” dovrebbe far riflettere, indignare, porsi interrogativi non pesanti ma di più. Invece tutto continua a tacere e più il tempo passa più si tace ancor di più. Qualcosa si era smosso dopo la prima aggressione di giugno e le successive due. Ma passati i mesi pare rimanere sempre di meno e la situazione essere tornata la solita silente e normalizzante.





