«Il 24 Giugno, durante la giornata finale dell’Abruzzo Pride 2023 a Chieti, si è verificato un episodio increscioso e inaccettabile: un gruppo dalla matrice chiaramente fascista ha attaccato verbalmente le Famiglie Arcobaleno presenti all’evento, insieme alle loro bambine e ai loro bambini. In seguito, recandosi verso le loro macchine, si sono imbattute nelle stesse persone, per cui sono dovute intervenire le Forze dell’Ordine, le quali hanno scortato queste famiglie fino alle loro automobili, garantendo la loro sicurezza e adoperandosi per proteggere i loro Diritti nonché la dignità di tutte le persone presenti all’Abruzzo Pride».
«Purtroppo è nostro dovere segnalare anche altri episodi. Sono stati visti due anziani signori intenti a sputare sul corteo in marcia dai propri balconi. Registriamo anche un episodio avvenuto in treno, sulla tratta Chieti-Sulmona, denunciato da un ragazzo.“Ehi, tu! Frocio! Biglietto del treno, grazie!”, tra risate e schiamazzi. Questo ragazzo è stato preso in giro per una semplice bandierina rainbow e due strisce arcobaleno sul viso».
Queste aggressioni fasciste sono avvenute sabato scorso in Abruzzo, dopo l’Abruzzo Pride di Chieti.
Quel che riportiamo all’inizio di quest’articolo è la denuncia riportata nel comunicato del coordinamento Abruzzo Pride e dell’Associazione Famiglie Arcobaleno, il testo integrale è stato pubblicato qui
Varie voci, dal mondo istituzionale, politico e sociale, in queste ore si sono espresse in solidarietà alle persone aggredite e contro ogni violenza fascista – non la prima – in questa Regione. Tra queste non c’è la Diocesi Chieti-Vasto e il suo arcivescovo Mons. Bruno Forte. Tanto rapido la settimana scorsa a vergare un comunicato contro l’Abruzzo Pride e di condanna della partecipazione all’evento quanto silente ora. Lo stesso padre Bruno, come ama essere chiamato, che nei mesi scorsi – lo abbiamo sottolineato in un nostro articolo – non ha provato nessun imbarazzo ad esprimersi di fatto a sostegno di tesi di Forza Nuova.
E ad avere un convegno del movimento neofascista in città con relatore il loro segretario nazionale Roberto Fiore. Sdegno forte fu espresso da tutto l’arco politico-istituzionale cittadino, da Sinistra Italiana alla Lega, ma per Forte non c’è stato nessun turbamento nell’avere in città un personaggio con la biografia di Fiore e un convegno di Forza Nuova. Turbamento che, invece, la settimana scorsa ha suscitato in padre Bruno un corteo che chiede diritti e rispetto per chi ama e vuole esprimere i propri sentimenti e personalità liberamente. Come dovrebbe essere in un Paese civile.
Sullo sfondo di questa vicenda permane quanto già da noi riportato e sottolineato in vari articoli: nulla di nulla, nessuna reazione, nessun verbo proferito sulla vicenda delle videochat pedofile che – come riportarono Repubblica e Domani ormai molti mesi fa – coinvolsero un prete-preside di Chieti.
Così come ad oggi non risulta esserci nulla da parte della Diocesi di Chieti-Vasto (ma in tutta la Conferenza Episcopale di Abruzzo e Molise pare siano solo tre le diocesi che si sono mosse) sullo sportello d’ascolto e in osservanza delle nuove linee guida della Conferenza Episcopale Italiana per le vittime di pedofilia clericale. Questi i nostri precedenti articoli in cui ne abbiamo ampiamente riportato notizie nei mesi scorsi, non essendoci – come sottolineato – nessuna novità – rimandiamo per i dettagli alla loro rilettura.





