Una delle frontiere più attive delle mafie d’Italia sono le periferie. Quelle urbane e quelle “esistenziali”, lì dove nell’abbandono delle istituzioni prosperano degrado, spaccio, sfruttamento dello stupro a pagamento, disperazione e tanto altro.
Avvolte da una cappa di omertà, complici silenzi, accondiscendenze, emarginazione. Mentre proliferano galoppini dei clan e dei “colletti bianchi”, manovalanza del mondo di mezzo e del mondo di sopra in un mondo di sotto in cui l’unica legge appare quella criminale mafiosa. Illuminare queste periferie, dare nome a questi clan, spezzare la legge illegale dell’omertà e della vigliaccheria, della loro arroganza e delle pretese di impunità e onnipotenza è tra le lotte più importanti di legalità, civiltà, umanità.
L’Abruzzo di parenti e affini dei Casamonica, di clan e mafiosetti violenti, prepotenti, spregiudicati, squallidi, non fa eccezione. Anzi, lungo tutta la costa, questi personaggi indegni i cui cognomi sono egemoni nelle cronache da decenni, ne sono plastica e squallida rappresentazione. Al centro di tutto – ben collegato con Roma, Latina, Ostia, la Puglia e la Campania soprattutto – l’hub è a Pescara, tra Villa del Fuoco ed altre periferie.
È quanto denunciamo dal primo giorno, è quanto sul posto documenta e combatte da decenni Domenico Pettinari, anche in questi mesi in prima fila, documentando quanto avviene anche con manifestazioni e sit in pubblici. Nei giorni scorsi il vicepresidente del consiglio regionale e candidato sindaco della Coalizione Civica per Pescara è stato nuovamente minacciato dalla mafia di Rancitelli mentre si trovava in un fortino della droga in via Lago di Capestrano. Lo ha denunciato con questo post sui social network che riportiamo integralmente del 23 dicembre.
«Sangue. Siringhe. Droga. Tragedia. Disperazione. Questa mattina siamo entrati nel famigerato civico 15 in Via Lago di Capestrano, fortino della droga nella piazza di spaccio più grande d’Abruzzo dove la mafia esercita il suo controllo spregiudicato. Ieri pomeriggio, mentre effettuavo qui un sopralluogo, casa che faccio solitamente il giorno prima di svolgere una conferenza stampa nel luoghi a rischio, un tizio mi si è avvicinato e mi ha detto che oggi non mi sarei dovuto permettere di venire qui. E certo, mi rendo conto che la mafia di Rancitelli teme che la mia presenza, anche per poche ore, possa bloccare la piazza di spaccio facendo perdere diverse decine di migliaia di euro. Tornerò in questi posti anche nei prossimi giorni, soprattutto a Natale e Santo Stefano, a tutela della gente onesta che non ce la fa più. Come ho sempre fatto.
Lo Stato dov’è?
Chiedo nuovamente lo sfratto di tutti gli occupanti abusivi mercanti di morte e contestuale assegnazione dell’alloggio ai cittadini onesti che attendono in graduatoria . Attivazione del pattugliamento h24 a piedi da parte di polizia e carabinieri anche con l’ausilio di militari per garantire la sicurezza del quadrilatero . Bonifica immediata».
Oggi pomeriggio dalle 17.30 Domenico Pettinari sta tornando in quei luoghi con una “Camminata per la legalità nell’inferno di Rancitelli” con attivisti e cittadini. Questo il suo post di stamattina sui social:
«Oggi alle ore 17,30 faremo una camminata della legalità davanti al famigerato civico 15 di Via Lago di Capestrano. Sabato ho svolto una conferenza stampa davanti a questo che rappresenta il fortino della droga e del malaffare per eccellenza. Venerdì sono stato nuovamente minacciato perché mi hanno detto che non sarei dovuto venire. In questi giorni, i cittadini onesti, chiedono maggiormente aiuto ed è per loro che dobbiamo andare. È per loro che non possiamo voltarci dall’altra parte. Mentre la maggioranza dei cittadini in altri quartieri può celebrare con serenità il Natale in questo maledetto fazzoletto di terra si vende morte e la morte vengono a comprarla da tutte le parti della nostra regione. Qui i mercanti di morte minacciano, aggrediscono, rendono la vita degli onesti un inferno e gli onesti, anche nel giorno del Santo Natale, hanno paura a vivere. Io non abbandonerò gli onesti. Oggi sarò qui, con loro, a dire che il bene può ancora trionfare sul male e se ci siamo noi la speranza non deve più morire soprattutto nel giorno della Nascita di Nostro Signore. Se potete, vi aspetto! Buon Natale».





