Pedopornografia, arresti e perquisizioni in tutta Italia: trovata la ‘Guida del pedofilo’ (AdnKronos sabato 15 giugno). I manuali dei pedocriminali sono documentati e denunciati almeno dal 2020 da don Fortunato Di Noto e da Meter. Tre anni fa in un nostro articolo riportammo una di queste denunce e che “i tentativi di normalizzare la pedocriminalità avanzano“. Una normalizzazione, una sottovalutazione, una omertà sulla stessa esistenza di pedofilia e pedopornografia che assume vari aspetti e non si ferma mai, anzi.
«Se prima il giro d’affari sulla pelle dei bambini era già diffusissimo e colossale, coi social lo è diventato infinitamente di più.
Esistono perfino veri e propri manuali del pedofilo.
Addirittura è stata proclamata la Giornata mondiale dell’orgoglio pedofilo.
Sì, sembra incredibile anche questo, ma esiste davvero, da anni.
È l’Alice Day i pedofili la festeggiano il 25 aprile. Come, potete immaginarlo.
La Giornata di Alice è stata promossa dalla NAMBLA (North American Man-Boy Amore Association) il più agguerrito sodalizio pedofilo che agisce negli Stati Uniti, ma con tanti, tantissimi proseliti anche in Europa.
L’obiettivo è di “normalizzare” i rapporti tra adulti e bambini, fino ad abolire i limiti di età in materia di rapporti sessuali, tutelando gli adulti che praticano sesso con minori.
Ma chi tutela i bambini?
All’Alice Day don Fortunato Di Noto replica la prima domenica di maggio con la Giornata Bambini Vittime della pedofilia, ma il mondo sembra troppo distratto per difendere sul serio i propri bambini dagli orchi e dalle orchesse che si travestono da esseri umani».
(Roberto Mistretta, autore del libro “Don Fortunato Di Noto. La mia battaglia in difesa dei bambini”)
Anche le sole parole pedofilia e pedopornografia appaiono proibite per certi ambienti dell’informazione (o, meglio, supposta tale) e della stampa main stream. I fatti vengono negati e sottaciuti, nascosti o quasi. Un anno dopo la scomparsa di Kata la procura di Firenze ha reso noto che sono quattro le piste che si stanno seguendo. Nei titoli di molti nessun accenno a quella pedofila, dell’abuso pedofilo, e nei testi è una pista nascosta tra le righe senza mai chiamarla per quel che è: pedofilia, pedocriminalità.
«Non può esserci reciprocità né consenso in atti sessuali tra bambine e adulti; quindi gli abusi sessuali di un maestro su alunne che frequentano ancora la scuola primaria devono essere chiamati con il loro nome: stupri di un pedofilo» la forte e coraggiosa presa di posizione del collettivo di giornaliste GIULIA (Giornaliste Unite Libere Autonome). Una presa di posizione contro alcuni titoli di grandi quotidiani che continuano ad utilizzare termini come “baby squillo” o a titolare su vicende di abusi sessuali contro l’infanzia come se fossero rapporti sessuali tra consenzienti.




