Centoventidue milioni, è questo l’ammontare del debito accumulato dalla “sanità regionale” in Abruzzo.
Un livello altissimo raggiunto a meno di vent’anni dallo scandalo Sanitopoli e meno di dieci dalla fine del commissariamento ministeriale della sanità. A fronte di questo enorme debito, le cui cause non ci sembrano siano state affrontate nelle massime assisi istituzionali, le quattro Asl hanno redatto “piani di rientro” che prevedono aumenti ricavi e abbattimento costi. Tra quelli individuati dalla Asl Chieti-Lanciano-Vasto c’è quella farmaceutica. Ma il direttore generale Schael ha affermato che diminuiranno senza tagli. Annuncio che segue quanto da noi riportato l’11 giugno scorso.
La spesa farmaceutica, secondo Schael e la Asl, ha superato del 44% il «tetto annuale» e «vede il territorio al primo posto nei consumi». Se in un territorio c’è un innalzamento considerevole del consumo di farmaci, se (come è ovvio, non esiste lo sport dell’assunzione di medicinali per divertimento…) aumentano malattie gravi da chi dice di governare, curare il bene comune, fare politica (che dovrebbe essere la cura della polis) ed è a capo di settori vitali del pubblico ci si aspetterebbe qualche domanda, preoccupazioni per lo stato di salute dei cittadini. Questo dato è, invece, caduto nel vuoto se non fosse per l’intenzione dichiarata da Schael di ridurre la spesa (con adunanza dei medici di medicina generale che si son visti solo all’inizio dell’emergenza pandemica) in maniera considerevole. Aggiungendo che non ci saranno tagli. Il risparmio previsto dal direttore generale sarebbe milionario. Ora, scartando l’ipotesi dello sport di assunzione di farmaci o di contrazione malattie gravi, in un settore già gravato da una gravissima emergenza di carenze due sarebbero le possibilità che fornisce l’aritmetica: o diminuiscono i pazienti o si diminuiscono i farmaci sommi strati ponendo un confine invalicabile. Potremmo azzardare un paragone con il dorato mondo del dio Eupalla: se una società vuole abbattere il monte ingaggi o diminuisce gli stipendi a tutti o vende calciatori. Tertium non datur …





