Qui arrivano scout e scuole da tutta Italia dove spieghiamo cosa è e cosa è stato questo territorio (Casal Di principe ndr.). Questo è stato un territorio particolare, capeggiato da un clan famosissimo: il clan dei Casalesi. Abbiamo vissuto gli anni ’80, ’90 in un modo indicibile perché questi la facevano da padrone.
Ma il problema era che noi, come popolo, avevamo quasi il diritto all’omertà perché noi avevamo il capo della Nuova Famiglia, che si contrapponeva a quella di Cutolo che era Antonio Bardellino che poi fu ammazzato in Brasile. Nello stesso tempo avevamo il fratello che era sindaco e, quindi, avevi poco da scegliere. per questo c’era una sorta di sottomissione, nel senso che ormai le cose andavano così e quindi continuano ad andare in questa direzione. La reazione era fatta solo da questa resistenza, da poche persone.
Descrive così Augusto Di Meo, testimone oculare dell’omicidio di Don Peppe Diana, la vita che si viveva a Casal Di Principe nei periodi in cui il clan dei Casalesi comandava.
Don Peppe Diana fu ucciso a Casal Di Principe il 19 marzo 1994 nella sacrestia della chiesa San Nicola Di Bari da Giuseppe Quadrano, poi collaboratore di giustizia.
Con Augusto Di Meo si è tentato di ricostruire il periodo di dominio del clan dei casalesi, con la descrizione dell’omicidio di Don Peppe Diana e degli attimi successivi. Inoltre ci ha descritto che aria tira oggi a Casal Di Principe e la sua storia come testimone oculare dell’omicidio.







