Come al solito gli americani, dopo aver provocato una guerra, centinaia di migliaia di morti, vanno via lasciando solo macerie. Sembra quasi che l’unico scopo della guerra sia di creare un mercato per consumare armi. Chi si fida di loro si trova poi in brache di tela come sta succedendo adesso per Zelensky su cui vogliono scaricare tutte le responsabilità di una guerra che, all’inizio, aveva cercato di evitare.
Si presenta anche il conto economico con la richiesta di cedere le terre rare che possiede alle imprese americane.
È saltata qualsiasi forma di diplomazia e ci troviamo di fronte ad uno scenario primitivo di un mondo senza regole.
La cosa più assurda sono gli europei. Nelle televisioni si continua a ripetere che Putin è il cattivo invasore e che l’Ucraina si difende senza tenere in minimo conto gli antefatti. Stesso atteggiamento gli europei non l’hanno avuto in tutte le altre guerre di invasione fatte dagli USA e non solo. Questo comportamento degli europei a guerra persa e con lo sfilarsi degli USA, non si riesce a comprendere dove vuol portare.
Invece di fare una catarsi per l’incapacità avuta ad evitare il massacro di tanti uomini, cerca di portare avanti una narrazione per condizionare i propri popoli che, in maggioranza, non hanno mai seguito i loro rappresentanti.
Mi sembrano tanti soggetti incartati in una situazione senza uscita con il cerino in mano. Ci dicano cosa vogliono fare. Dichiarare apertamente guerra alla prima Potenza nucleare del mondo?
Sarebbe saggio fare una catarsi, ammettere il grave errore commesso e cercare di impostare una ricostruzione dell’Europa, su altre basi e che possa muoversi con indipendenza in un mondo multipolare che va delineandosi dopo la fine dell’impero unico americano.
Ma in una società che ha perso la capacità di dialettica per assenza di visioni socioeconomiche e valoriali diverse, diventa difficile uscire da questo stallo.
Situazione molto pericolosa che rischia di portarci in una tragedia immane.

Le principali minacce alla stabilità dell’UE
Negli ultimi anni, l’UE ha affrontato sfide senza precedenti:
- Crisi economiche e inflazione: l’instabilità finanziaria, aggravata dagli effetti della pandemia e della guerra in Ucraina, ha messo in difficoltà le economie più fragili dell’Eurozona.
- Guerra e geopolitica: il conflitto tra Russia e Ucraina ha cambiato l’assetto della sicurezza europea, aumentando la dipendenza dagli USA e mettendo a rischio l’unità politica dell’UE.
- Ascesa dei nazionalismi: movimenti sovranisti e populisti in diversi Paesi minacciano la coesione dell’Unione, con possibili nuove uscite dopo la Brexit.
- Crisi energetica: la dipendenza dal gas russo e la transizione ecologica stanno creando tensioni tra gli Stati membri sulle politiche di approvvigionamento.
- Flussi migratori incontrollati: il tema dell’immigrazione continua a dividere i Paesi UE, alimentando divisioni tra chi invoca accoglienza e chi chiede misure restrittive.
Immagini create con AI
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