La settimana appena conclusa è stato il terzo anniversario, il 12 settembre, della riapertura dell’asilo nido “Stella Maris” a Vasto. Un punto di riferimento per il tessuto sociale e le famiglie dal 1984 è tornato, con grande impegno e soddisfazione di molti genitori, a brillare nel firmamento educativo vastese. «Strada tracciata» grazie al lavoro che era stato svolto ed era in via di svolgimento per un numero di iscrizioni sempre alto. Quaranta sono, infatti, i posti disponibili.
All’inizio della settimana scorsa, esattamente sette giorni fa, “Stella Maris” ha riaperto i battenti per un nuovo anno scolastico. Riapertura slittata dal 1° al 4 settembre in un primo momento, poi posticipata all’8 settembre. Bambini presenti dodici, iscrizioni quindici. Il 3 settembre, giorno in cui si è tenuto un incontro in Comune, le iscrizioni erano 4. Al termine dell’incontro 36 genitori (cioè 9 volte le iscrizioni a quella data, 3 volte i bambini presenti il primo giorno di attività) hanno lanciato un allarme sul futuro della struttura con una lettera aperta: «Stella Maris rischia di spegnersi. Da modello educativo comunale a caso sociale: l’asilo nido Stella Maris di Vasto, dopo la privatizzazione e il rincaro delle rette, vive un momento di forte crisi».
«Da servizio comunale poco frequentato a modello educativo per la città, l’asilo nido Stella Maris di Vasto negli ultimi anni era diventato un punto di riferimento per tante famiglie – scrivono i genitori nella lettera – Oggi, però, la sua improvvisa privatizzazione, i rincari delle rette e l’incertezza dei servizi hanno generato malumori e preoccupazione». «Aveva saputo conquistarsi la fiducia di tanti genitori e diventare un presidio educativo fondamentale – sottolineano i consiglieri comunali di opposizione in quota Fratelli d’Italia Guido Giangiacomo, Francesco Prospero e Vincenzo Suriani – l’amministrazione ha deciso, senza un vero confronto con la città e senza un’adeguata comunicazione, di procedere con una nuova privatizzazione, che prevede un canone doppio per la cooperativa affidataria». «Un patrimonio educativo costruito negli anni rischia di andare disperso» dichiarano i tre consiglieri comunali del partito della Meloni.
L’asilo nido “Stella Maris” era rinato undici mesi dopo il varo della prima giunta del Menna bis, inaugurato il 12 settembre 2022 dal sindaco Francesco Menna e dall’allora assessora all’istruzione Anna Bosco, presenti quel giorno anche gli assessori Alessandro D’Elisa e Nicola Della Gatta e il consigliere comunale Marino Artese. Ad aprile dell’anno scorso il sindaco Menna ha varato la seconda giunta del suo secondo mandato. Dopo l’incontro del 3 settembre e l’allarme dei genitori il sindaco Menna e l’attuale assessore all’istruzione Paola Cianci hanno reso noto che per i soli residenti a Vasto (escluse, quindi, le famiglie di altri comuni che intendevano iscrivere i figli) sarà previsto un contributo fino a 120 euro a famiglia. Fino a 250 euro il costo della retta per il part time e fino a 520 per il tempo pieno, aggravio economico che ha indotto alcune famiglie a non iscrivere i bambini nella struttura comunale.
«La situazione oggi è critica: 38 famiglie non sanno come garantire l’assistenza ai propri figli» avevano scritto i genitori nella lettera aperta. Dopo la decisione dell’elargizione dei contributi, al momento dell’apertura, le iscrizioni sono 15, 2.4 volte in meno del numero dei firmatari rimasti in difficoltà con l’assistenza dei propri figli.
Perché questi numeri? Perché questo calo? In questi giorni il rischio che Stella Maris si spegnesse, come hanno scritto i genitori, è stato scongiurato. Cosa sarà del futuro?





