Dopo avere trattato il tema della separazione delle carriere, mi occuperò ora della modifica dei criteri di nomina dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura. Sostanzialmente del sorteggio.
Nella prossima “puntata” spiegherò perché il sorteggio, così come previsto dalla riforma, è un colossale imbroglio, che consegna il CSM e l’Alta Corte alla politica.
Ma prima di trattare del sorteggio in dettaglio, però, è indispensabile una riflessione sul “meccanismo” di propaganda delle riforme legislative, che è afflitto da due dinamiche gravemente fraudolente, utilizzate sistematicamente in Italia dai politici.
Ho fatto il magistrato per quarant’anni e in questo tempo ho assistito a decine di “riforme” e centinaia di modifiche legislative. Tutte propagandate come risolutive di gravi problemi e tutte servite sempre, invece, a peggiorare la situazione.
La giustizia in Italia, come, purtroppo, tante altre cose, non va male “per sbaglio”, perché chi fa le leggi non sa cosa servirebbe.
La giustizia va malissimo, ma proprio malissimo, perché questo è esattamente quello che vuole il legislatore. Per i motivi che ho esposto nella precedente “puntata” di questi miei contributi. Quella su Giovanni Falcone (che si può leggere qui: https://tinyurl.com/43vafuz3).
Il potere in Italia è compromesso con ogni tipo di malaffare e affetto da un grado di corruzione elevatissimo.
Questo potere non si può permettere una giustizia efficiente. E men che meno una giustizia efficiente e imparziale.
Dunque, tendenzialmente ha sempre operato per rendere la giustizia inefficiente.
Fa ridere (se non facesse piangere) che il Ministro Nordio abbia inventato la “modica quantità” di intercettazioni: puoi intercettare, ma solo per quarantacinque giorni.
E ha detto anche che, dopo il referendum, aboliranno il trojan (https://tinyurl.com/2cvy9fud).
Ha definito questo strumento di intercettazione “meccanismo diabolico”, usato per scoprire la corruzione, che lui ha definito una “modestissima mazzetta”. E ha concluso dicendo: “Dopo il referendum vedremo di rimediare anche a questa inciviltà” (Nordio considera “inciviltà” intercettare qualcuno per scoprire la corruzione).
Da molti anni e da ultimo in maniera sempre più clamorosa, oltre all’inefficienza i politici praticano una perversione ulteriore: l’inefficienza differenziata.
Hanno creato e vogliono portare avanti un sistema che sia così inefficiente da non potere dare alcun disturbo ai “colletti bianchi” (che, infatti, ormai da anni non scontano mai davvero alcuna pena), ma contemporaneamente pretendono che quel sistema sia effi-ciente e durissimo contro i “signor nessuno”.
Sicché urlano in televisione contro l’avviso di garanzia al Sindaco, invocando a totale sproposito la presunzione di non colpevolezza e accusando i magistrati di essere aguzzini e, contraddittoriamente, lapidano mediaticamente il presunto ladro di una merendina, sostenendo che il mancato ergastolo immediato e senza processo sia la prova che i magistrati sono “zecche rosse” che godono a favorire i criminali (in un’altra puntata dimostrerò che i magistrati cono tutt’altro che “rossi”).
Gli strumenti mediatici di questa operazione che vanno sbugiardati per potere capire il gioco di prestigio del sorteggio dei membri del CSM sono due.
Il primo è quello di attivare una campagna di stampa che metta in luce per mesi/anni tutti i difetti del sistema che si vuole riformare. E poi accusare chi indica i vizi palesi e gli scopi obliqui e deviati della riforma di volere lo sfascio attuale e di esserne complice.
E, considerato che in Italia quasi niente funziona bene, questa operazione si può fare in qualunque ambito: scuola, sanità, trasporti, ambiente, fisco, lavoro, retribuzioni, sicurezza, servizi, ecc.
La disonestà di questo approccio sta nel fatto che non è che perché qualcosa non funziona, allora qualunque riforma è buona.
Se una persona è malata serve una medicina. Ma non qualunque medicina. Solo la medicina giusta. L’uso di una medicina sbagliata non solo non guarirà il paziente, ma lo ucciderà.
Quindi, accusare chi si oppone a una riforma indicandone i vizi di essere uno che ha interesse a mantenere lo status quo è una operazione molto disonesta.
Che in questa campagna referendaria viene usata massicciamente.
Per fare un esempio paradossale è come se io avessi intenzione di sostituire i medici ospedalieri con medici privati. Organizzo una campagna di stampa con la quale ogni giorno, per cinque anni, racconto quanto funzionano male gli ospedali e alla fine, quando la fiducia della gente nei medici è scesa sottoterra, faccio una legge che butta fuori dagli ospedali tutti i medici pubblici dipendenti.
Quando qualcuno mi fa notare che questa norma è assurda, io reagisco dicendo: “Quindi a te piace il disastro della situazione attuale!” E altre amenità simili, tipo: “Bisogna avere il coraggio di cambiare, altrimenti le cose continueranno ad andare male”, “Serve il coraggio di una riforma”, “Anche Pinco Pallino, eroe della Resistenza, ha detto trent’anni fa che ci sono troppi medici pubblici negli ospedali” e simili.
Circa il fatto che non qualunque riforma va bene, l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, per esempio, non risolve i problemi dell’abuso d’ufficio, li nasconde.
L’altro imbroglio è più sottile, ma anche più grave.
E consiste nel fatto che solo alcuni problemi possono essere risolti con riforme legislative. Non tutti (questo lo spiegherò in un’altra puntata).
Sicché con riferimento ai problemi più gravi del nostro Paese – che non sono problemi formali/legali, ma di altro genere – le riforme in molti casi non servono a niente, se non a dare alibi al potere: “Vedete, noi le riforme le abbiamo fatte!”. E in molti altri casi sono addirittura dannose, perché fatte solo per gli interessi privati di chi le ha concepite.
Alcuni esempi fra i tantissimi.
L’università. Negli anni abbiamo visto decine di riforme. Ma ancora i concorsi non sono come dovrebbero essere e gli atenei sono pieni di coniugi, fratelli, figli, cugini, amanti, ecc.
In questi giorni a Catania decine di Professori sono stati assolti ma solo perché è stato abrogato l’abuso d’ufficio.
La sanità. Anche in quest’ambito decine di riforme e solo qualche settimana fa Totò Cuffaro è stato nuovamente arrestato per fatti che dimostrano che la Sanità è gestita da poteri che non hanno niente di legale.
Quanto, poi, alla strumentalizzazione delle riforme, basta ricordare con quanto entusiasmo è stata approvata la riforma che ha eliminato le preferenze di voto alle elezioni politiche, riforma pubblicizzata come strumento per eliminare il commercio dei voti.
Il risultato è stato un cambio radicale della struttura costituzionale del Paese, con un Parlamento oggi composto da “nominati” dai capi partito; un Parlamento che è ormai il “passacarte” del Governo e approva una riforma costituzionale senza neppure discuterla, mettendoci “quattro firme”.
In sostanza, una riforma propagandata come risolutrice di un problema specifico è stata in realtà una rivoluzione radicale del sistema parlamentare.
Oppure l’entusiasmo che ha accolto la riforma che ha introdotto il sistema maggioritario, promossa elogiando i pregi del bipolarismo.
Il risultato è un sistema in cui i due poli sono solo due versioni di un unico blocco di interessi e di potere e il 50% degli elettori non va più a votare.
Questi meccanismi di conquista fraudolenta del voto in Italia funzionano molto bene perché gli italiani vogliono credere che ci debba essere un qualche artificio, un qualche trucco di bilancio che rimedi alle porcate che fanno.
Gli italiani, in sostanza, siamo un popolo che evade le tasse, che mente nelle autodichiarazioni, che assegna gli appalti e i posti di lavoro agli amici, ai parenti, che fa e chiede favori, che ruba, che costruisce case abusive, che inquina, che chiede e fa certificati medici falsi, che fa e accetta raccomandazioni in ogni ambito della vita, che sfrutta centinaia di migliaia di lavoratori in nero, che manda in Parlamento noti pregiudicati e tantissimo altro.
Tutto questo, ovviamente, crea la società corrotta e fallita che tutti abbiamo davanti agli occhi.
Ma noi vogliamo credere che ci sia sicuramente una qualche riforma legislativa che, continuando noi a fare tutti le cose che facciamo e i nostri porci comodi, ne elimini le conseguenze.
Quindi, siamo felicissimi di credere a questi imbonitori – di tutti i “colori politici” – che a ogni elezione ci promettono riforme miracolose che, cambiando qualche articolo di legge, ci daranno “più tette per tutti”.
Crediamo a chi promette di togliere le accise.
E con riferimento alla riforma della giustizia, crediamo a chi dice contemporaneamente che i magistrati scarcerano i delinquenti perché sono comunisti e gli piace scarcerare i delinquenti (???) e che la separazione delle carriere, senza incidere sull’indipendenza dei magistrati, garantirà che nessun “immigrato” sarà più scarcerato.
Il resto nelle prossime puntate.




