La pubblicazione degli Epstein files, lo svelamento del sistema di potere e abusi del miliardario pedofilo statunitense continua a scuotere la Gran Bretagna e prosegue il terremoto politico. Dopo l’arresto per dodici ore dell’ex principe Andrea, fratello di Re Carlo, oggi pomeriggio in manette è finito Peter Mandelson.
L’accusa anche nei confronti dell’ex alta sfera del Partito Laburista di Tony Blair è di rivelazione di informazioni riservate, abuso d’ufficio. Mandelson è citatissimo nelle email di Epstein, rivelazione che nel settembre scorso aveva già portato alla perdita del ruolo di ambasciatore.
Il ricco curriculum del potente politico britannico restituisce il livello del peso del suo coinvolgimento nella rete di Epstein e di quanto la politica inglese viene travolta dalla pubblicazione dei files: Segretario di Stato, Lord Presidente del Consiglio e Segretario di Stato per le imprese, l’innovazione e le competenze con il laburista Gordon Brown, Commissario europeo per il commercio dal 2014 al 2018 con il socialista Manuel Barroso, ministro e parlamentare con il governo del laburista Tony Blair.
Una nuova ondata irrompe nelle alte sfere della politica britannica in cui non è ancora chiaro fino a che punto arriverà il terremoto intorno all’ex principe Andrea. La Corona inglese non è immune dalle conseguenze del coinvolgimento nel sistema Epstein di Andrea e pesanti ombre si proiettano sulla famiglia reale. Conseguenza potrebbe essere l’abdicazione di Carlo o, addirittura, la fine della monarchia. In caso di rinuncia di Carlo III al trono dovrebbe succedergli il figlio William. Ma le ombre potrebbero coinvolgere tutta la famiglia e, nei giorni precedenti l’arresto dello zio, anche William – amatissimo nel regno dopo la morte della madre Diana – è stato contestato e fischiato.
Il sistema Epstein non è la prima rete pedofila in Inghilterra documentata e con coinvolgimento di alte sfere. Tredici anni fa emerse che la Bbc aveva censurato un’inchiesta sulla pedocriminalità che coinvolgeva un suo presentatore di punta, Jimmy Savile. Nelle stesse settimane fu denunciato che un ex ministro era coinvolto in reti pedocriminali. «C’era una rete di di pedofili al n. 10? Il deputato Tom Watson richiede un’indagine» titolò l’Independent un articolo pubblicato il 25 ottobre 2012.
«Una potente rete di pedofili potrebbe aver operato in Gran Bretagna protetta dai suoi collegamenti con il Parlamento e Downing Street, ha suggerito ieri un alto politico laburista – riportò l’articolo – Parlando alla Camera dei Comuni, Tom Watson, il vicepresidente del partito laburista, ha invitato la polizia metropolitana a riaprire un’inchiesta penale chiusa sulla pedofilia. Indicando la sua preoccupazione per l’insabbiamento dell’establishment, Watson ha fatto riferimento al caso di Peter Righton, condannato nel 1992 per importazione e possesso illegale di materiale pornografico omosessuale. Righton, ex consulente del National Children’s Bureau e docente presso il National Institute for Social Work di Londra, ha ammesso due accuse di importazione illegale e un’accusa di possesso di materiale osceno.
È stato multato di 900 sterline. Alle domande del primo ministro, Watson ha affermato che il file delle prove utilizzato per condannare Righton “se esiste ancora, contiene informazioni chiare su un diffuso giro di pedofili”. Ha detto a Commons in silenzio: “Uno dei suoi membri si vanta di un legame con un assistente anziano di un ex Primo Ministro, che afferma di poter contrabbandare immagini indecenti di bambini dall’estero».
In questi ultimi giorni il clamore, dopo l’arresto dell’ex principe Andrea, intorno al sistema Epstein ha portato a riaccendere i riflettori sul “mostro di Marcinelle”. Pochi mesi prima di essere assassinata in Afghanistan Maria Grazia Cutuli pubblicò sul Corriere della Sera un’inchiesta sulle coperture istituzionali, connivenze dell’alta società, reti pedocriminali su cui hanno depistato in Belgio. Da quell’inchiesta è partito il nostro ciclo di approfondimento sulle reti pedocriminali di alto livello in Europa nel 2023, articoli tutti disponibili nel nostro archivio.
AGGIORNAMENTO 24 FEBBRAIO ORE 9: Nella notte la polizia britannica ha diramato un comunicato in cui rende noto che Mandelson «è stato rimesso in libertà su cauzione in attesa del proseguimento delle indagini».





