La PACE viene evocata da tutti, ma difesa da quasi nessuno. Resta uno slogan, una formula vuota da pronunciare mentre il sangue continua a scorrere, mentre le guerre divorano le vite e il futuro. Gli auguri di pace devono diventare una condanna contro l’ipocrisia, contro l’indifferenza, contro un mondo che si commuove a parole e poi si abitua all’orrore.
Oggi la pace non è una poesia. O una preghiera. È un tradimento ogni volta che un missile cade su una scuola, ogni volta che il dolore degli altri diventa una notizia da dimenticare.
Stiamo imparando a guardare la guerra senza più ribellarci.
Auguri di pace ha senso solo se queste parole diventano un pugno nello stomaco.





