Ieri il popolo ungherese ha scelto: la fine di un’era di Orban con il suo partito Fidesz e la vittoria di Magyar con il suo partito Tisza.
Dopo il risultato di ieri il sovranismo di Orban è finito e con esso Trump riceve la prima sconfitta in Europa. Tutta l’opposizione esulta per la sua sconfitta ma siamo sicuri che Magyar sia così diverso?
L’ascesa politica del nuovo presidente inizia proprio con il partito Fidesz di Viktor Orban nel 2002 facendo ingresso in quel cerchio magico dove resta per circa 20 anni. Nel 2006 arriva la svolta con il matrimonio insieme all’allora compagna di partito Judit Varga, poi diventata ministro della Giustizia. Nel 2011, durante il semestre di presidenza ungherese del Consiglio dell’Unione Europea, Magyar e Varga si trasferirono a Bruxelles per lavorare rispettivamente come diplomatico alla Rappresentanza Permanente dell’Ungheria presso l’UE e come consigliera politica dell’europarlamentare di Fidesz János Áder. Nel 2015, Magyar ricevette anche l’incarico di gestire i rapporti tra il Governo Orban e il Parlamento Europeo, compito non banale visti i frequenti scontri tra Budapest e Strasburgo.
Dopo circa 10 anni tornano in Ungheria con un peso maggiore di Magyar all’interno del partito e così viene nominato nel CDA di diverse aziende di Stato. Nel 2019, come dicevamo, la moglie diventa ministro della Giustizia nel governo di Viktor Orban e Magyar diventa lo ‘spin doctor‘ della moglie. Nel 2023 si separa dalla moglie. Durante questo periodo Magyar inizia a parlare pubblicamente di disaffezione nei confronti di Orban e del suo partito. Il punto di svolta arriva nel 2024 quando esplode un grosso scandalo politico che coinvolse il Presidente della Repubblica Katalin Novàk e la stessa ex moglie che, già dimessa da ministro, si dimise dal parlamentare nazionale. A questo punto Magyar uscì allo scoperto e annunciò la propria uscita dal partito Fidesz, da tutti i suoi incarichi nelle aziende di Stato:
“Coloro che detengono veramente il potere tentano di nascondersi dietro alla gonna delle donne“, fu la accusa di Magyar, con un chiaro riferimento al fatto che Novàk e Varga fossero state usate come capro espiatorio di un intero sistema di potere corrotto.”
Queste furono le sue parole.
Con queste dichiarazioni, post su facebook e interviste Magyar diventò subito popolare e divenne il principale leader oppositore di Orban, tanto che nel 2024 annunciò il proprio ingresso nel partito Tisza, un partito nato nel 2020 ma fino a quel momento irrilevante nel panorama politico ungherese.
In meno di tre mesi riuscì a far eleggere sette parlamentari europei. Nel frattempo continuò a crescere il suo condendo fino alla vittoria alle elezioni di ieri conquistando il 2/3 dei seggi al parlamento nazionale, per un totale di 138 su 199, con il 53,6% dei consensi. Orban, con il suo partito Fidesz, conquista 55 seggi e una percentuale di 37,7%. Ad entrare in parlamento è pure il partito di ultradestra Mi Hazank (Nostra Patria), con 6 seggi e il 5,9% dei consensi.
L’errore, però, a livello internazionale è considerare Magyar così diverso da Orban. La sua storia politica parla chiaro: nato e cresciuto, politicamente, insieme ad Orban e con il suo cerchio magico. L’unica differenza è che, almeno a parole, vuole combattere la corruzione. Anche perché parlano alcune sue vecchie interviste dove, ad esempio, ha scelto di schierarsi contro all’ingresso dell’Ucraina nell’UE e facendo opporre i suoi parlamentari al nuovo prestito da 90 miliardi a Kiev. La sua posizione sembra europeista, come adesso viene detto, ma “fino ad un certo punto”, come direbbe qualche ministro italiano.
Comunque a guidare l’Ungheria restano tre partiti di centro e ultra destra. E da qui non si capisce l’esultanza sfrenata del centro sinistra italiano e europeo. Sicuramente è una sconfitta che, a livello internazionale, fa male a Trump e Meloni. Ma siamo sicuri che sia così differente dal suo predecessore?
Sono tanti i commenti del risultato a livello internazionale:
Su “X” Ursula von der Leyen scrive: “Stasera il cuore dell’Europa batte più forte in Ungheria.”
Per la premier italiana, Giorgia Meloni:
“Congratulazioni per la chiara vittoria elettorale a Peter Magyar, al quale il governo italiano augura buon lavoro. Italia e Ungheria sono nazioni legate da un profondo legame di amicizia e sono certa che continueremo a collaborare con spirito costruttivo nell’interesse dei nostri popoli e delle comuni sfide a livello europeo e internazionale. Ringrazio il mio amico Viktor Orban per l’intensa collaborazione di questi anni, e so che anche dall’opposizione continuerà a servire la sua nazione”
Per il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky:
“E’ importante quando prevale un approccio costruttivo. L’Ucraina ha sempre cercato relazioni di buon vicinato con tutti in Europa e siamo pronti ad avanzare nella nostra cooperazione con l’Ungheria. L’Europa e ogni nazione europea devono rafforzarsi, e milioni di europei cercano cooperazione e stabilità. Siamo pronti per incontri e lavoro congiunto costruttivo a beneficio di entrambe le nazioni, nonché per la pace, la sicurezza e la stabilità in Europa”
Giuseppe Conte ha scritto:
“Orban ha perso: è un passaggio politico davvero significativo anche per le ricadute in Europa e a livello Internazionale.
Ha perso chi ha condotto le Istituzioni verso una svolta autoritaria e illiberale, chi in Europa ha ostacolato misure che avrebbero offerto soluzioni e risposte anche al nostro Paese.
Nonostante questo, anziché difendere i nostri valori e i nostri interessi, la premier Meloni e il vicepremier Salvini in questi mesi sono apparsi negli spot elettorali a favore di Orban al pari di Netanyahu, umiliando l’Italia e la Costituzione.
È un fatto che ogni passaggio di vita democratica, con alta partecipazione degli elettori, sta diventando un incubo per i finti patrioti di casa nostra.
Auguriamoci che in Ungheria vengano definitivamente superate la deriva illiberale e le politiche incentrate sulle paure dei cittadini.”
Per Elly Schlein “Il tempo dei sovranisti è finito”
Per Antonio Tajani:
“Congratulazioni a Peter Magyar vincitore delle elezioni in Ungheria. In un momento di grande incertezza, ancora una volta, il Partito Popolare Europeo viene scelto come forza rassicurante e garante della stabilità in Europa. In Ungheria ha vinto il centrodestra europeista, moderato e popolare. Peter Magyar è infatti un parlamentare europeo del PPE che siede a Bruxelles e Strasburgo nei banchi dello stesso gruppo dove sono i rappresentanti di Forza Italia. A Peter i migliori auguri di buon lavoro!”
Per Maurizio Lupi:
“Siamo fortemente ancorati ai principi ed ai valori del popolarismo europeo e, proprio per questo, riteniamo che la vittoria in Ungheria del conservatore moderato Magyar, espressione del Ppe, sia positiva e sia un tassello importante per continuare a costruire un’Europa più forte.”
Per Carlo Calenda:
“Una grande giornata per l’Europa e per chi vuole tenere la Russia lontana da noi! Complimenti a Magyar e al popolo ungherese. Avanti. Il ritorno dell’Europeismo in tutto il continente è forte e deriva dalle follie di Trump e dalle aggressioni di Putin. Sentiamo che solo un’Europa potente può difenderci.
È dunque il momento degli europeisti, ma non quelli dei buoni sentimenti e degli slogan, quelli tosti che vogliono un’Europa capace di difendersi e di essere indipendente. Un messaggio che risuona a destra così come nel campo largo e che dovrebbe incoraggiare i popolari, i liberali e i riformisti a non sottomettersi al bipopulismo. Coraggio.”
Per Matteo Renzi:
“E dopo sedici anni Orban va KO. Dopo Canada e Australia, ecco l’effetto Trump anche in Ungheria. Ma non sottovalutiamo anche il tocco magico Meloni, ormai re Mida al contrario. La nostra premier ha sostenuto gli anti europeisti in Polonia, Spagna e Ungheria: per tre volte i suoi protetti hanno perso. Vince l’Europa, perdono i Maga. Ma che splendida domenica!”
Per Angelo Bonelli:
“Addio a Orban, l’amico di Trump, Meloni e Putin. Colui che ha censurato i giornali e messo sotto controllo la magistratura. Una nuova aria si respira, e non è buona per la destra.”
Per Nicola Fratoianni:
“Dopo anni e anni di un regime ottuso e illiberale, si può finalmente aprire una stagione nuova per gli ungheresi.
Glielo auguriamo di cuore.
Viene finalmente sconfitto il fascista Orban, l’amico di Putin e delle destre nazionaliste. Viene sconfitto l’amico di Meloni e Salvini.
Che le elezioni ungheresi siano il segnale di incoraggiamento per tutte le forze progressiste europee e per l’Italia per dare un’alternativa ai pessimi governi delle destre.”
Per Riccardo Magi:
“Oggi hanno vinto gli ungheresi, oggi ha vinto la speranza europea.
Oggi ha perso Orban, dopo 16 anni di regime illiberale. Oggi ha perso Putin, ha perso la Cina e ha perso Trump che in tutti i modi hanno cercato di condizionare il voto proprio per indebolire l’Europa.
E perde Giorgia Meloni, sempre più sola in Europa, isolata a livello internazionale e allo sbando in Italia.
Gli ungheresi hanno scelto di riprendersi il loro destino, di non lasciarsi influenzare dalla propaganda.
Hanno scelto la strada europea, la strada dei diritti e delle libertà.
Ora non possiamo che augurarci che una nuova Europa sia più vicina.”
Nel frattempo il nuovo Presidente ungherese si è congratulato con i cittadini, ha avvisato tempestivamente chi lo ha contattato per congratularsi e ha dichiarato:
“Grazie Ungheria! Abbiamo liberato l’Ungheria. Ce l’abbiamo fatta. Tisza e l’Ungheria hanno vinto queste elezioni. Insieme, abbiamo liberato l’Ungheria e ci siamo sbarazzati del regime di Orbán. Gli ungheresi hanno detto sì all’Europa. Il primo viaggio sarà a Varsavia per liberare i fondi Ue. L’Ungheria sarà un alleato forte dell’Ue e della Nato.




