«Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo» invitava il Mahatma Gandhi, l’apostolo della nonviolenza, colui che ha insegnato all’umanità quanto la forza pacifica e disarmante antica come le montagne può migliorare il mondo, può salvarlo dalla violenza, da ogni violenza e costruire un avvenire diverso.
La lezione gandhiana non è mai stata accolta e, mai come in questo momento storico, quasi un secolo dopo il mondo sta prendendo ben altre ed opposte direzioni. «Il mondo sta cadendo giù
dentro un mare pieno di follie» come da esattamente trent’anni canta Laura Pausini. Nel mondo che vorremmo, parafrasando il titolo della canzone, «non sentiremmo più il suono dei cannoni» e «farebbe più giustizia per tutti quelli che la guerra l’hanno vista e coi loro occhi chiedono di più» senza essere indifferenti «a tutti i bimbi che non cresceranno mai» e «avremmo tutti un cuore».
Ci sentiamo impotenti, addolorati, travolti di fronte questo mondo. Eppure Gandhi, quasi un secolo dopo, continua ad indicarci la via della nonviolenza e ci invita ad essere il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo. Partendo dalle nostre comunità, dal nostro quotidiano impegno.
Due anni dopo la canzone di Laura Pausini l’impegno di una coalizione di organizzazioni della società civile, partendo da Tokyo e arrivando in breve tempo in larga parte del mondo, portò alla istituzione di una giornata dedicata alla gentilezza. Il World Kindness Movement, movimento mondiale della gentilezza, da 28 anni sottopone a tutta l’umanità la forza della gentilezza, la via per un’umanità più umana e dolce.
Il Governatore Stefano Maggiani, il Lions Club Vasto Host e il Presidente Michele Lalla ieri hanno dedicato un convegno, tenutosi nella Pinacoteca di Palazzo D’Avalos a Vasto, dedicato alla gentilezza dal titolo «La gentilezza come stile di vita, essere gentili fa bene agli altri ma anche a sé stessi».
Il programma dell’evento ha previsto dopo i saluti istituzionali del sindaco Francesco Menna e dell’assessore alla cultura Nicola Della Gatta e l’introduzione del presidente Michele Lalla la relazione dello psichiatra e psicoterapeuta Gianfranco Contini, moderatore Concetta Delle Donne.
«Intervenendo ho sentito ancora più forte quanto la gentilezza sia tutt’altro che un valore “debole”. Al contrario, è una forma di responsabilità quotidiana che incide profondamente sulla qualità della nostra comunità» ha raccontato Anna Bosco, assessora alle politiche sociali.
«Nel mio ruolo di Assessore ai Servizi Sociali, incontro ogni giorno fragilità, solitudini, fatiche. Ed è proprio lì che la gentilezza smette di essere teoria e diventa pratica: uno sguardo che accoglie, un ascolto autentico, una parola che non ferisce – la testimonianza dell’assessora Bosco – In un tempo in cui è facile alzare i toni e creare divisioni, la gentilezza diventa un atto controcorrente. E anche politico, nel senso più alto: perché costruisce comunità più inclusive, più solidali, più forti».
La riflessione finale dell’assessora alle politiche sociali Anna Bosco è che «la gentilezza è anche prevenzione. Riduce le distanze, crea legami, fa sentire le persone meno sole. E forse è proprio da qui che possiamo ripartire: da una cultura della cura, del rispetto, della prossimità».





