Il mese che stiamo per consegnare al libro della memoria a Vasto è iniziato con la proiezione pubblica della versione restaurata del film “Il posto dell’anima”, organizzata dall’associazione culturale Primo Maggio presieduta da Cesario Bosco e realizzata con la partecipazione del regista Riccardo Milani.
Il film fu girato a Punta Penna e la proiezione vastese è stata occasione, in nostri precedenti articoli, di ricordare le vicende della Svoa e degli operai che lavoravano in ambienti in cui l’amianto era ovunque.
L’amianto è stato bandito nel 1992 ma non è solo passato, non è da archiviare nei libri di Storia di questo Paese. Non lo è per le conseguenze sulla salute e perché ancora presente in questo Paese. Nel nostro archivio sono presenti articoli che documentano lastre abbandonate tra Vasto e San Salvo. Amianto abbandonato da chi si è disfatto del pericoloso materiale, e ha deciso di non rispettare le leggi, e anche in avanzato stato di deterioramento, come documenta la foto di copertina di quest’articolo.
La Svoa ha chiuso i battenti ad inizio anni novanta. Ma neanche a Punta Penna l’amianto è solo passato. «Presenza di coperture visibilmente degradate, coperte da lastre ondulate presumibilmente contenenti amianto, in evidente stato di abbandono, impropriamente gestite, causando un potenziale rilascio di fibre aerodisperse nell’atmosfera esterna e sul suolo» è la motivazione dell’ordinanza comunale in cui è stato imposto, a fine maggio, ad un’azienda della zona industriale di Punta Penna la rimozione di queste coperture entro 45 giorni.
Il nome dell’azienda è coperto da omissis nell’ordinanza. Ma è riportato il nome dell’azienda che, è facilmente individuabile.

L’azienda in via Osca ha 45 giorni di tempo per rimuovere le coperture in amianto. La rimozione dovrebbe, quindi, essere completata a breve, tempo alcune settimane.
L’amianto ucciderà ancora per i prossimi 130 anni denunciò il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto Ezio Bonanni 9 anni fa e che le bonifiche «non finiranno prima di 85 anni». L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato in 125milioni i lavoratori esposti all’amianto killer nel mondo e solo in Italia ogni anno sono 6000 persone circa quelle che uccide, 3600 per tumore polmonare, 1800 per mesotelioma e 600 per asbestosi. Il picco delle morti da amianto, secondo alcune stime, è in corso e si prolungherà ancora per quattro anni.





