L’Artificial Intelligence (AI) Omnibus, approvato nel maggio 2026, smantella molte delle garanzie sui diritti fondamentali stabilite dall’Artificial Intelligence Act (AI Act).
Cos’è l’AI Omnibus?
Nel 2024 l’Unione Europea ha adottato l’Artificial Intelligence Act (Legge sull’intelligenza artificiale) per regolamentare lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di proteggere le persone dai danni e salvaguardare i diritti fondamentali.
Il Digital Omnibus sull’AI (c.d. “Omnibus VII” 2025/0359(COD)) è stato proposto dalla Commissione Europea il 19 novembre 2025 e si inserisce nel pacchetto di norme noto come Digital Package, che include, insieme al già citato Omnibus sull’AI, un Digital Omnibus sui dati, sulla cybersecurity e sulle norme in materia di privacy, la cosiddetta “Strategia dell’Unione Europea sui dati” e un Regolamento per l’istituzione dei portafogli europei delle imprese.
L’iter legislativo ha condotto la Presidenza del Consiglio dell’Unione e i negoziatori del Parlamento Europeo a raggiungere un accordo provvisorio sull’Omnibus sull’AI il 7 maggio 2026 (cfr. documento del Consiglio dell’Unione Europea), quando i legislatori europei hanno approvato una nuova proposta, denominata “AI Omnibus”, per modificare la normativa prima ancora che molte delle sue disposizioni entrassero in vigore.
Il 16 giugno, il Parlamento europeo ha approvato l’accordo omnibus di maggio con il Consiglio, che ora deve adottarlo affinché l’AI Omnibus entri in vigore.
L’Omnibus elimina diversi obblighi per le imprese e le autorità e indebolisce le principali tutele dei diritti fondamentali, suscitando serie preoccupazioni tra le organizzazioni della società civile, in particolare per l’impatto che ha sulle persone con disabilità.
Uso esteso dei dati sensibili
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda l’utilizzo dei dati personali sensibili, comprese le informazioni relative alla salute o alla disabilità.
La legge omnibus sull’intelligenza artificiale consente sia agli sviluppatori sia agli utenti di sistemi di intelligenza artificiale di elaborare tali dati senza il consenso individuale, al fine di individuare e correggere eventuali distorsioni cognitive. Ciò si applica non solo ai sistemi ad alto rischio, ma anche, in determinate condizioni, a tutti i sistemi di intelligenza artificiale.
Sebbene la misura miri a migliorare l’equità, ampliando significativamente l’accesso a dati altamente sensibili, reca un elevato rischio di compromettere i diritti fondamentali.
Riduzione dei poteri delle autorità preposte ai diritti fondamentali
La legge Omnibus modifica le modalità con cui gli organismi preposti alla parità di trattamento possono accedere alle informazioni sui sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio.
Secondo la legge sull’IA originaria, questi organismi potevano richiedere direttamente la documentazione ai fornitori e agli utilizzatori di IA. La legge Omnibus elimina questo accesso diretto, obbligandoli invece a passare attraverso le autorità di vigilanza del mercato.
Questo cambiamento rischia di indebolire la capacità delle autorità specializzate di indagare e rispondere efficacemente ai casi di discriminazione e ad altre violazioni dei diritti causate dai sistemi di intelligenza artificiale.
Protezioni ritardate per l’IA ad alto rischio
La legge sull’intelligenza artificiale (AI Act) identifica alcuni sistemi come ad alto rischio perché possono influenzare profondamente la vita delle persone, tra cui i sistemi utilizzati nel reclutamento, nell’istruzione, nella valutazione del credito e nell’accesso alle prestazioni sociali.
La legge Omnibus rinvia l’applicazione di obblighi fondamentali per questi sistemi. Per i sistemi autonomi ad alto rischio, la maggior parte delle norme entrerà in vigore solo a partire da dicembre 2027. Per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio che fanno parte di prodotti già regolamentati da altre leggi dell’UE, le norme entreranno in vigore solo a partire da agosto 2028.
Nuovi divieti sui contenuti dannosi
La legge Omnibus introduce il divieto di utilizzare sistemi di intelligenza artificiale per generare contenuti intimi non consensuali e materiale pedopornografico. Questo divieto è benvenuto. Tali pratiche causano gravi danni e dovrebbero essere chiaramente vietate.
Tuttavia, le modalità con cui questa modifica è stata introdotta sollevano delle perplessità. La legge Omnibus è stata presentata come un’iniziativa di semplificazione, eppure si tratta di un nuovo divieto sostanziale. Modifiche di tale importanza dovrebbero seguire un processo legislativo più mirato, con tempi sufficienti per la consultazione, la discussione e un’attenta stesura.
Requisiti di alfabetizzazione all’IA indeboliti
La legge originale sull’IA imponeva alle organizzazioni di garantire che le persone coinvolte nell’utilizzo e nella supervisione dei sistemi di IA avessero un livello di conoscenza sufficiente dei sistemi che gestiscono.
La legge Omnibus riduce tale obbligo. Le organizzazioni sono ora tenute solo a supportare l’alfabetizzazione digitale in ambito IA, anziché a garantirla.
Questo cambiamento è significativo perché gli utenti spesso si affidano eccessivamente ai risultati dell’IA, soprattutto quando questi appaiono oggettivi o tecnici. Ad esempio, nelle decisioni relative alle prestazioni per la disabilità, un’analisi insufficiente dei risultati dell’IA potrebbe portare a decisioni inique e difficili da contestare.
Registrazione dei sistemi di IA ad alto rischio esentati
Un’importante salvaguardia è stata preservata durante i negoziati sull’Omnibus. In base alla legge sull’IA originaria, se un’azienda dichiara che il suo sistema di intelligenza artificiale non è ad alto rischio, pur rientrando normalmente in tale categoria, è comunque tenuta a registrarlo nel database pubblico dell’UE.
Ciò si applica a una regola di filtraggio che consente di trattare alcuni sistemi come a basso rischio in casi limitati. Ad esempio, questo può includere sistemi che si limitano a organizzare informazioni o a supportare decisioni umane, come l’ordinamento di applicazioni o la preparazione di documenti.
Questa salvaguardia è importante perché crea un livello minimo di trasparenza. Consente alle autorità pubbliche e alla società civile di essere a conoscenza dell’esistenza di questi sistemi e limita il rischio che le aziende possano esentarsi silenziosamente dalla legge sull’intelligenza artificiale senza essere sottoposte a controlli.
Tuttavia, questa garanzia è stata indebolita. In origine, le aziende dovevano registrare informazioni più dettagliate. Ora devono ancora registrarsi, ma con meno dettagli. Ciò lascia un livello di trasparenza più debole, ma comunque importante.
Una tendenza più ampia alla deregolamentazione
L’innovazione e la competitività all’interno del mercato interno dell’Unione Europea sono indubbiamente essenziali per lo sviluppo economico dell’UE e per la sua rilevanza nel mercato internazionale, ma resta di centrale importanza sottolineare quanto sia imprescindibile la protezione dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta.
Non dimentichiamo che il diritto alla protezione dei dati personali è tutelato dall’articolo 8 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.
Il disegno di legge omnibus sull’intelligenza artificiale solleva anche preoccupazioni in merito a possibili ulteriori revisioni della legislazione digitale europea.
I legislatori hanno indicato che questa “semplificazione” fa parte di una tendenza più ampia all’indebolimento delle garanzie in un momento in cui i sistemi di intelligenza artificiale si stanno espandendo rapidamente in tutti gli ambiti della vita.
Ciò comporta una riduzione delle tutele e un aumento del rischio di discriminazione e violazione dei diritti, in particolare per le persone con disabilità, rendendo più difficile costruire fiducia nell’intelligenza artificiale, anche in settori in cui potrebbe contribuire all’inclusione e all’accessibilità.



