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Denise Garofalo non trova pace: funerali annullati nel silenzio, chi sta decidendo sul suo corpo?

Il rito funebre doveva svolgersi il 24 settembre nella parrocchia di Santa Chiara, in piazza dei Giochi Delfici a Roma. Era prevista la tumulazione ad Ariccia, dove Denise è precipitata dal secondo piano. La cerimonia, annunciata come strettamente privata senza informare neppure la zia Marisa Garofalo, è stata improvvisamente cancellata. Perché? Chi sta organizzando i funerali? E perché sulla figlia di Lea continua a calare un silenzio privo di risposte?

by Paolo De Chiara
25 Settembre 2026
in Il "Moscone", la rubrica del Direttore
Reading Time: 27 mins read
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Denise non trova pace. Non l’ha trovata durante la sua breve e tormentata esistenza e sembra non riuscire a trovarla neppure dopo la morte.

I funerali della figlia di Lea Garofalo, fissati per il 24 settembre 2026 presso la parrocchia di Santa Chiara, in piazza dei Giochi Delfici a Roma, sono stati misteriosamente annullati. La cerimonia avrebbe dovuto svolgersi in forma strettamente privata. Dopo il rito, Denise avrebbe dovuto essere tumulata ad Ariccia, il luogo dove si è consumato l’ultimo atto della sua vita.

Secondo le informazioni raccolte da WordNews.it, Denise è precipitata dal secondo piano dello stabile. Al piano superiore abitano i genitori del suo compagno. La sua morte risale alla sera del 9 settembre, non alla mattina del 10 settembre, come inizialmente riportato da diverse ricostruzioni.

Dopo sedici giorni il funerale, ancora, non si è celebrato.

È stato annullato senza che siano state rese note le motivazioni. Nessuna spiegazione, nessuna comunicazione. Soltanto un altro silenzio calato su una storia già soffocata da omissioni, solitudini e “verità” arrivate sempre troppo tardi.

La telefonata alla parrocchia e una segreteria senza risposte

Abbiamo provato a contattare la parrocchia di Santa Chiara per comprendere che cosa fosse accaduto. Dall’altra parte, però, abbiamo trovato soltanto una segreteria telefonica con una voce registrata. Nessuna persona con cui parlare, nessuna informazione sui motivi dell’annullamento. La parrocchia potrebbe non avere alcuna responsabilità nella decisione e una segreteria telefonica non può fornire spiegazioni su una vicenda tanto delicata. Ma le nostre domande restano:

Chi aveva fissato il funerale?

Chi lo ha annullato?

Per quale ragione?

È stata stabilita una nuova data?

Dove si trova adesso il corpo di Denise?

Chi sta prendendo le decisioni?

E, soprattutto, perché nessuno ha ritenuto necessario informare Marisa Garofalo, sorella di Lea e zia di Denise?

Un funerale privato dal quale sarebbe stata esclusa anche la zia Marisa

La cerimonia era stata programmata come strettamente privata. Marisa Garofalo non era stata invitata (è stata avvisata dalle istituzioni locali).

Non era stata avvisata delle condizioni della nipote, non aveva saputo della sua agonia e non era stata informata direttamente della sua morte. Ora non sarebbe stata messa nelle condizioni di partecipare neppure all’ultimo saluto.

Non si tratta di trasformare un funerale in uno spettacolo. Nessuno vuole (al contrario di altri) passerelle, telecamere o commemorazioni di facciata. Si chiede solo una cosa: umanità. Marisa avrebbe avuto il diritto almeno di sapere? Di poter scegliere se raggiungere Roma? Di salutare la figlia di sua sorella? Di stare davanti alla bara della nipote?

Chi ha deciso diversamente? E sulla base di quale volontà?

Ma le volontà in questa storia non sono mai state rispettate: “Voglio essere sepolta vicino a madre Grata”, disse Lea. E la madre superiore delle Orsoline non si trovava certo a Milano, dove oggi Lea Garofalo è sepolta presso il Cimitero Monumentale.  


Lea e Denise, il Paese che commemora i morti e abbandona i vivi


Denise, una vita trascorsa sotto il peso della storia di Lea

Per comprendere la gravità di quanto sta accadendo bisogna ricordare chi era Denise. Era la figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia che denunciò la ’ndrangheta e pagò con la vita la scelta di ribellarsi.

Madre e figlia entrarono nel sistema di protezione nel 2002. Denise era ancora una bambina. Per sette anni conobbe trasferimenti, identità cancellate, abitazioni provvisorie, precarietà, paura. Una protezione che avrebbe dovuto restituire libertà e che si è trasformata in isolamento.

Lea non fu creduta quando era viva. Soltanto dopo la sua morte lo Stato, e non solo, ha riconosciuto il valore delle sue parole. Oggi il suo viso lo ritroviamo sulle bandiere.

È il vizio antico del Paese del giorno dopo: ignorare i vivi e commemorare i morti.

Il programma di protezione non riuscì a garantire a Lea e Denise una vita dignitosa. Dopo ricorsi, esclusioni e riammissioni, Lea decise di uscirne definitivamente. Era stanca di quella vita fatta di stenti, solitudine, maltrattamenti e promesse istituzionali incompiute.

L’assassinio di Lea e il coraggio di Denise

Il 24 novembre 2009, Lea Garofalo fu attirata in una trappola a Milano. Denise venne separata dalla madre: quello che per anni era stato lo “scudo vitale” di Lea fu allontanato proprio nel momento decisivo. Lea venne condotta in un appartamento, presa a pugni, strangolata e successivamente (il giorno dopo la denuncia della figlia) trasportata a San Fruttuoso, dove il suo corpo fu bruciato per giorni.

Denise denunciò immediatamente la scomparsa della madre. Ebbe la forza di accusare il padre Carlo Cosco, di affrontarlo nelle aule di giustizia e di contribuire alla ricostruzione della verità.

Quando furono recuperati migliaia di frammenti ossei (2.810) e la collana di Lea, Denise dovette riconoscere ciò che restava di sua madre. Aveva poco più di vent’anni.


Lea, Denise e Carlo Cosco: la strategia del “riavvicinamento”


Il riavvicinamento a Carlo Cosco e le domande ancora aperte

Negli ultimi quattro anni Denise avrebbe ripreso i rapporti con quella bestia del padre. Non negli ultimi mesi come qualcuno ha sostenuto nei giorni scorsi,  

Denise si sentiva sola?

Cosa è accaduto nelle ultime sue ore di vita? Quali erano i rapporti familiari? Poteva facilmente vedere suo figlio?

Aveva litigato con qualcuno?

Con chi aveva parlato prima di morire?

Aveva avuto contatti recenti con il padre?

Che cosa contengono i suoi telefoni e i suoi messaggi?

Qualcuno le aveva rivolto richieste o esercitato pressioni?

I dettagli sulla sua fragilità o sulle eventuali dipendenze non possono diventare una scorciatoia per archiviare tutto. Denise, come sua madre Lea, era una giovane donna segnata da traumi profondi, dalla violenza registrata durante la sua vita, dalla morte brutale della madre, dai processi, dalle testimonianze e anche dalla condanna a morte svelata dal suo ex fidanzatino. 


«Dovevamo ammazzare anche Denise Cosco»: tornano di drammatica attualità le parole di Carmine Venturino


Adesso anche il mistero dei funerali

Dopo tutte queste esperienze, persino il suo funerale diventa un punto interrogativo. Una data fissata. Una chiesa, una tumulazione prevista. Una cerimonia strettamente privata. Una zia non informata.

Poi l’annullamento.

È legittimo chiedere spiegazioni? Non è nostra intenzione violare il dolore delle persone vicine a Denise. Il dolore merita rispetto.

Ma state giocando con il corpo di Denise?

L’annullamento è dipeso da ragioni burocratiche, giudiziarie, sanitarie, familiari oppure organizzative?

La nuova data è stata fissata? E il (nuovo) luogo? 

Questa ragazza ha già pagato troppo. Ha pagato le scelte criminali del padre. Ha pagato il coraggio della madre. Ha pagato le insufficienze di un sistema di protezione incapace di accompagnare una bambina diventata adulta sotto il peso della ’ndrangheta. Ha pagato la solitudine, le commemorazioni tardive e l’ipocrisia di chi si ricorda delle vittime soltanto quando non possono più parlare.

Oggi Denise ha diritto alla pace. Non è un trofeo da esibire.  

Denise, perdona loro: non sanno quel che fanno e quel che dicono



Dalla morte di Denise alle denunce sull’abbandono subito da Lea Garofalo, dal ritorno di Carlo Cosco alla vicenda dei funerali di Rosario Curcio: l’archivio completo degli articoli pubblicati da WordNews.it.

  • 25 settembre 2026 – Antonino Candela: «Noi testimoni di giustizia usati nei processi e poi dimenticati»
  • 24 settembre 2026 – Sonia Alfano: «Nutro seri dubbi che Denise si sia suicidata»
  • 23 settembre 2026 – Lea, Denise e Carlo Cosco: la strategia del “riavvicinamento”
  • 22 settembre 2026 – Denise, lo Stato sotto accusa: Ascari interroga il Governo sui testimoni di giustizia
  • 21 settembre 2026 – Denise, perdona loro: non sanno quel che fanno e quel che dicono
  • 20 settembre 2026 – Lea e Denise, Lumia: «L’antimafia è ancora quella del giorno dopo»
  • 19 settembre 2026 – Denise, lo Stato conosceva il rischio: nel 2008 la Relazione denunciava solitudine, traumi e abbandono
  • 18 settembre 2026 – Morte di Denise, De Chiara: «Lasciata sola come sua madre Lea»
  • 18 settembre 2026 – Angela Napoli: «Lo Stato considera ancora i testimoni di giustizia un peso. Denise non doveva essere abbandonata»
  • 17 settembre 2026 – Lea e Denise, il Paese che commemora i morti e abbandona i vivi
  • 17 settembre 2026 – Denise, figlia di Lea Garofalo, è morta. Suicidio?
  • 16 settembre 2026 – Denise, l’ombra del silenzio e il prezzo del coraggio
  • 16 settembre 2026 – Denise, lo Stato sapeva: nel 2014 l’Antimafia parlava di «traumi irreversibili»
  • 15 settembre 2026 – Denise, Lea Garofalo e i testimoni di giustizia abbandonati da un Paese senza memoria
  • 15 settembre 2026 – Denise Cosco, l’accusa al sistema politico-istituzionale: «Solo responsabilità morale?»
  • 14 settembre 2026 – Marisa, la sorella di Lea Garofalo, non sapeva che sua nipote Denise stava morendo. Chi doveva chiamarla?
  • 13 settembre 2026 – Lea e Denise, la memoria contro il silenzio: tutti gli articoli di WordNews.it
  • 12 settembre 2026 – L’inchiostro degli ipocriti: tutti ricordano Denise, pochi l’hanno difesa quando era viva
  • 12 settembre 2026 – Denise Cosco, il dolore di Dioghenes APS: «Ha portato il peso del coraggio di sua madre Lea»
  • 11 settembre 2026 – «Dovevamo ammazzare anche Denise Cosco»: tornano di drammatica attualità le parole di Carmine Venturino
  • 11 settembre 2026 – Denise, il cordoglio dell’Associazione Joe Petrosino: «Una giovane donna che ha portato una storia più grande di lei»
  • 10 settembre 2026 – Denise, il coraggio di una figlia contro la ’ndrangheta
  • 10 settembre 2026 – Denise è morta a 35 anni. Possiamo chiamarlo soltanto suicidio?

Gli articoli precedenti sulla vicenda

  • 6 luglio 2026 – “Donna del Sud”, la canzone per Lea Garofalo: quando la musica diventa memoria e denuncia
  • 5 maggio 2026 – Lea Garofalo, la donna che lo Stato non seppe salvare: a Campobasso la ’ndrangheta provò a rapirla
  • 5 maggio 2026 – Lea Garofalo e Giancarlo Siani, la verità che brucia ancora: Armando D’Alterio a WordNews.it
  • 4 maggio 2026 – Lea Garofalo e Giancarlo Siani: questa sera su WordNews.it la verità torna al centro
  • 3 maggio 2026 – Lea Garofalo e Giancarlo Siani, la verità che brucia ancora: WordNews.it ospita Armando D’Alterio
  • 24 aprile 2026 – Lea Garofalo non è una bandiera da sventolare
  • 27 febbraio 2026 – Lea Garofalo, il coraggio che la mafia non è riuscita a distruggere
  • 10 gennaio 2026 – Ergastolo e permessi, gli assassini saranno liberi tra poco? Lea Garofalo è morta due volte

  • 24 novembre 2025 – In memoria di Lea Garofalo: il giardino della vergogna
  • 19 novembre 2025 – Lea Garofalo, il coraggio che non muore
  • 5 settembre 2025 – Lea Garofalo e il coraggio dimenticato e ritrovato: a Petilia torna l’insegna della memoria
  • 17 luglio 2025 – “Una fimmina calabrese”: la storia di Lea Garofalo nell’intervista a Paolo De Chiara
  • 21 maggio 2025 – Lea Garofalo tradita due volte, dallo Stato e dall’indifferenza: la denuncia di sua sorella Marisa
  • 18 maggio 2025 – 30 minuti con Marisa Garofalo: la voce di Lea, la memoria che resiste
  • 15 maggio 2025 – Marisa Garofalo a “30 minuti con WordNews.it”: memoria, giustizia e verità
  • 22 marzo 2025 – “Una fimmina calabrese” a Palmi: la lezione di legalità di Paolo De Chiara e del procuratore Di Palma
  • 20 marzo 2025 – Paolo De Chiara a Stalettì: due incontri su Lea Garofalo e la lotta alla ’ndrangheta
  • 19 marzo 2025 – Lea Garofalo e la sfida alla ’ndrangheta: l’esempio di coraggio in “Una fimmina calabrese”

  • 21 novembre 2024 – Uno schiaffo in faccia alla schifosa ’ndrangheta
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  • 2 agosto 2024 – “Una fimmina calabrese” ritorna in Calabria
  • 23 febbraio 2024 – Lea Garofalo è viva

  • 1 dicembre 2023 – La “bestia” Carlo Cosco, mafioso, assassino ed ergastolano, è nuovamente rientrata al paesello
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  • 10 marzo 2023 – Quando verrà riposizionata la panchina dedicata a Lea?
  • 1 marzo 2023 – Una storia di Calabria, una storia di Milano
  • 3 febbraio 2023 – “Una fimmina calabrese”: così Lea Garofalo sfidò la ’ndrangheta

  • 5 dicembre 2022 – A Lea
  • 4 dicembre 2022 – Gli occhi dell’innocenza
  • 3 dicembre 2022 – “Una fimmina calabrese”: l’intervista con Paolo De Chiara
  • 3 dicembre 2022 – Il silenzio urla il tuo nome, Lea
  • 27 novembre 2022 – Lettera a Lea
  • 26 novembre 2022 – Ingiustizia
  • 26 novembre 2022 – Il sindaco di Petilia Policastro: «Non abbiamo dimenticato Lea»
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  • 23 novembre 2022 – Lettera a Denise 2
  • 22 novembre 2022 – Lettera a Denise
  • 18 novembre 2022 – “Una fimmina calabrese”, da oggi in tutte le librerie e online
  • 12 novembre 2022 – Lea Garofalo, 13 anni dopo: la presentazione del libro a Petilia Policastro
  • 11 novembre 2022 – Lea Garofalo è viva: nessun silenzio davanti alla sua storia
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  • 6 settembre 2022 – Carlo Cosco, l’ergastolano parlante: non fate demagogia pietosa
  • 8 agosto 2022 – Una pietra d’inciampo per Lea Garofalo 2
  • 2 agosto 2022 – Una pietra d’inciampo per Lea Garofalo
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  • 24 luglio 2022 – La rabbiosa reazione dei Cosco
  • 22 luglio 2022 – Carlo Cosco, la “bestia”, si sta riorganizzando sul territorio
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  • 6 marzo 2022 – Il coraggio di dire no a Taurianova

  • 24 novembre 2021 – Per non dimenticare la “fimmina calabrese” che sfidò la schifosa ’ndrangheta
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  • 3 novembre 2021 – Superate le 15mila firme per la “fimmina” che sfidò la schifosa ’ndrangheta
  • 28 ottobre 2021 – Una strada per Lea Garofalo a Campobasso
  • 29 settembre 2021 – Lea Garofalo fa ancora paura
  • 30 luglio 2021 – Percorsi di lettura e di antimafia sociale: si parla di Lea Garofalo
  • 5 maggio 2021 – Lea Garofalo, 5 maggio 2009: il tentato sequestro di Campobasso

  • 24 novembre 2020 – Lea Garofalo, la testimone di giustizia abbandonata dallo Stato e bruciata dalla ’ndrangheta
  • 23 novembre 2020 – Lea Garofalo è una testimone di giustizia
  • 22 novembre 2020 – Il grido d’aiuto inascoltato di Lea Garofalo
  • 21 ottobre 2020 – Dedicato a Lea Garofalo il giardino di viale Montello
  • 5 maggio 2020 – Undici anni dopo
  • 5 maggio 2020 – Lea Garofalo, il tentato sequestro di Campobasso
  • 5 maggio 2020 – Con Lea Garofalo siamo stati tutti poco sensibili
  • 8 marzo 2020 – Una panchina rossa per Lea
  • 8 marzo 2020 – Lea, in vita, non è stata mai creduta
  • 26 gennaio 2020 – Canusia, tra cultura popolare e impegno civile
  • 13 gennaio 2020 – Lea Garofalo, il prete che nega l’evidenza: «Mai conosciuta»

Rosario Curcio: funerali, manifesti e minacce

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  • 10 febbraio 2026 – Tre anni dopo, una risposta che lava tutto? Il caso dei manifesti per Rosario Curcio
  • 21 novembre 2025 – Minacce alla stampa: il Tribunale di Isernia ammette Dioghenes APS come parte civile nel processo a Elisa Curcio
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«Quanto vale una vita?», sette morti in sei anni: costituito il comitato «Disarmiamoci»

Paolo De Chiara

FONDATORE e DIRETTORE WordNews.it - direttore@wordnews.it Giornalista Professionista, iscritto all’OdG Molise. Scrittore e sceneggiatore italiano. È nato a Isernia, nel 1979. In Molise ha lavorato con gran parte degli organi di informazione (carta stampata e televisione), dirigendo riviste periodiche di informazione, cultura e politica. Si dedica con passione, a livello nazionale, alla diffusione della Cultura della Legalità all’interno delle scuole. LIBRI: - Nel 2012 ha pubblicato «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta» (Falco Ed., Cosenza); - nel 2013 «Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici» (Falco Ed., Cosenza, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’ 2014); - nel 2014 «Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie» (Perrone Ed., Roma); - nel 2018 «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa 'ndrangheta» (nuova versione aggiornata, Treditre Ed.); - nel 2019 «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano» (Romanzi Italiani, finalista del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarrori”, 2019). Dal romanzo «Io ho denunciato», nel settembre del 2019, è stato tratto un corto e un medio-metraggio (CinemaSet, vincitore Premio Legalità, Fiumicino 2019). È autore del soggetto e della sceneggiatura del corto e del medio-metraggio «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano», 2019 (Premio Starlight international Cinema Award, 77^ Mostra del Cinema di Venezia, settembre 2020). - nel 2022 «UNA FIMMINA CALABRESE» (Bonfirraro Editore). - nel 2023 «UNA VITA CONTRO LA CAMORRA» (Bonfirraro Editore). - Ha collaborato con CANAL+ per la realizzazione del documentario Mafia: la trahison des femmes, Speciàl Investigation (MagnetoPresse). Il documentario è andato in onda in Francia nel gennaio del 2014. Premio "Giorgio Mazzanti", San Salvo, 31 luglio 2025. Premio giornalistico letterario "Piersanti Mattarella", Roma, 30 novembre 2024. Premio Adriatico, «Un mare che unisce», Giornalista molisano dell’anno, Guardiagrele (Chieti), dicembre 2019. Premio Valarioti-Impastato, Rosarno (RC), maggio 2022. Premio Carlo Alberto Dalla Chiesa, San Pietro Apostolo (Catanzaro), agosto 2022. FONDATORE e PRESIDENTE di Dioghenes APS - Associazione Antimafie e Antiusura (dioghenesaps.it) - Ideatore, nel 2022, del Premio nazionale Lea Garofalo (giunto alla IV edizione). - Ideatore, nel 2025, del Premio nazionale Letterario e Giornalistico Pier Paolo Pasolini - www.dioghenesaps.com -- paolodechiara.blog

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