Non è più tempo di silenzi. Nel Molise – troppo spesso raccontato come “isola felice” – la realtà è ben diversa: il territorio è da anni al centro delle attenzioni della criminalità organizzata. A testimoniarlo, con parole nette e dati alla mano, sono stati il senatore Walter Verini e l’onorevole Debora Serracchiani, intervenuti a un incontro pubblico organizzato dal Partito Democratico.
Verini: “Meno cerimonie, più fatti. Il governo smantella i presidi antimafia”
Con tono appassionato e tagliente, Verini ha messo in discussione l’intero impianto legislativo e valoriale dell’attuale maggioranza di governo: “Non si può commemorare Falcone e Borsellino mentre si abolisce l’abuso d’ufficio e si indeboliscono le intercettazioni.” Ha criticato duramente le riforme che limitano l’azione della Corte dei Conti, l’ANAC, e i controlli sugli appalti pubblici, definendo la strategia dell’esecutivo una “marcia silenziosa contro la trasparenza”.
Serracchiani: “Serve coerenza. Chi amministra deve essere d’esempio”
Non meno incisivo l’intervento dell’On. Serracchiani, che ha richiamato con forza il valore dell’etica pubblica e della legalità come precondizione del mandato politico: “Un buon amministratore è il primo a volere i controlli. Chi è stato eletto deve rappresentare i cittadini, non sé stesso”. Ha poi denunciato la deriva autoritaria dietro la proposta di separazione delle carriere in magistratura, sottolineando il rischio di compromettere la terzietà della giustizia.
Il Molise non è immune
Sotto accusa anche la giunta regionale, che secondo i relatori avrebbe favorito – seppur forse inconsapevolmente – infiltrazioni della quarta mafia foggiana nel tessuto economico locale. Un errore politico, dicono, che non può restare senza conseguenze. Il Partito Democratico chiede con forza un passo indietro e più trasparenza nella gestione della cosa pubblica.
Legalità, una battaglia culturale
Il messaggio è chiaro: il contrasto alla criminalità organizzata non può più essere delegato soltanto alla magistratura. “La politica deve arrivare prima,” ha ribadito Verini. “La legalità deve tornare ad essere un valore fondante della Repubblica”.







