«Irma Bandiera
Eroina nazionale
1915 – 1944
Il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte
La libertà e la giovinezza offristi
Per la vita e il riscatto del popolo e dell’Italia
Solo l’immenso orgoglio attenua il fiero dolore
Dei compagni di lotta
Quanti ti conobbero e amarono
Nel luogo del tuo sacrificio
A perenne ricordo
Posero»
Bologna, lapide alla memoria.
Nata a Bologna l’8 aprile 1915 in una famiglia operosa (il padre Angelo capomastro edile; la madre Argentina Manferrati; la sorella Nastia), Irma cresce in una casa dove l’antifascismo è sussurro e scelta. Dopo l’8 settembre 1943 aiuta i soldati sbandati, s’avvicina alla politica e aderisce al Partito Comunista Italiano. Nella bassa bolognese incontra il partigiano “Marco” (Dino Cipollani). Entra nella VII brigata GAP “Gianni Garibaldi” con il nome di battaglia “Mimma”: staffetta, coraggio, disciplina.
Nell’estate del ’44 la zona è un alveare di azioni partigiane. Il 7 agosto 1944 Irma trasporta armi verso la base di Castel Maggiore. La sera stessa viene arrestata a casa dello zio e separata dagli altri compagni: la portano prima alle scuole di San Giorgio di Piano, poi a Bologna.
L’arresto, le torture, il martirio al Meloncello
Per sei giorni e sei notti Irma è torturata dai militi della Compagnia Autonoma Speciale, agli ordini del capitano Renato Tartarotti. La acceccono con una baionetta. Irma non parla. Non una sola informazione sui compagni, sulle basi, sui movimenti. La mattina del 14 agosto 1944 viene fucilata con colpi a bruciapelo vicino all’Arco del Meloncello, a pochi passi da casa. Il corpo resta esposto per un’intera giornata, vicino alla fabbrica ICO, come monito. Ma quel monito si rovescia: diventa memoria.
Motivazione della Medaglia d’oro al valor militare: Prima fra le donne bolognesi a impugnare le armi… sottoposta a feroci torture, non disse una parola… barbaramente trucidata… faro luminoso di tutti i patrioti bolognesi.
— Meloncello, 14 agosto 1944
Il lutto della città e la nascita di un simbolo civile
La famiglia la cerca ovunque — Caserme Rosse, Questura, comando tedesco di via Santa Chiara — finché il suo corpo viene riconosciuto e portato all’Istituto di Medicina Legale. Un custode amico della Resistenza fotografa quel volto devastato: documenti che smentiscono la menzogna e inchiodano la ferocia fascista. La sepoltura avviene alla Certosa di Bologna. Il 4 settembre 1944 il PCI bolognese diffonde un foglio clandestino: Irma è già monito e scintilla.
Onori, intitolazioni, eredità
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Dopo la Liberazione, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
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Nascono formazioni con il suo nome: la I Brigata Garibaldi “Irma Bandiera”, una brigata SAP e un GDD – Gruppo di Difesa della Donna.
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Strade, piazze e targhe in decine di comuni (fra cui Bologna, Roma, Rovigo, Terni, Civitavecchia, Argelato, Castel Maggiore, Crevalcore, Granarolo dell’Emilia, Malalbergo, Molinella, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, e molti altri).
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A Bologna, la via dedicata parte dall’Arco del Meloncello, nel punto esatto del sacrificio, con una lapide che parla a chi passa: memoria viva, non marmo.
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Nel 72º anniversario della Liberazione, un murale sulla facciata della scuola Bombicci (a firma Orticanoodles) restituisce il suo volto alle nuove generazioni.
Ottantun anni dopo, Irma è ancora una domanda: quanto vale la libertà? La sua risposta è assoluta. In tempi di revisionismi e amnesie, Mimma ricorda che la Resistenza fu fatta di scelte quotidiane: chi nasconde, chi trasporta, chi tace sotto tortura. Una ragazza di ventinove anni che vince l’orrore non parlando. E che ci chiede, con dolce severità, di non tacere oggi.
Cronologia essenziale
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8 aprile 1915 – Nasce a Bologna.
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8 settembre 1943 – Dopo l’armistizio aiuta i soldati sbandati; entra nel PCI.
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1944 – Staffetta nella VII brigata GAP “Gianni Garibaldi” (nome di battaglia: “Mimma”).
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7 agosto 1944 – Trasporta armi a Castel Maggiore; viene arrestata.
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7–14 agosto 1944 – Torture senza sosta; non parla.
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14 agosto 1944 – Fucilazione al Meloncello; corpo esposto.
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Dopoguerra – Medaglia d’oro al valor militare; intitolazioni e brigate con il suo nome.





