La Camorra continua a lucrare sui più deboli, sfruttando l’immigrazione clandestina come fonte di guadagno illecito. Questa mattina, a seguito di un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, la Squadra Mobile della Questura ha eseguito numerosi arresti legati a un vasto sistema di corruzione e falsificazione documentale che coinvolgeva permessi di soggiorno, identità fittizie e assistenza legale compiacente.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, al centro del sistema criminale c’era Aniello Annunziata, individuato come capo e promotore dell’organizzazione. È lui che dettava le direttive operative, gestiva i contatti con intermediari, procacciatori di clienti, inseritori digitali, e forniva agli affiliati identità digitali e dispositivi elettronici con cui venivano presentate le richieste di soggiorno fittizie.
L’intera struttura agiva in sinergia con ambienti legati al clan Fabbrocino, grazie alla collaborazione di Gennaro Maturo, fratello di Francesco Maturo, noto negli ambienti criminali come ‘o scoccator, considerato uno degli elementi di spicco della Camorra vesuviana. Gennaro Maturo svolgeva un ruolo chiave nel collegamento tra l’organizzazione e il clan, fungendo da anello di congiunzione tra il mondo della criminalità organizzata e quello degli affari illeciti legati all’immigrazione.
Tra i soggetti indagati compaiono anche i nomi di Aniello Iervolino, Luigi Tufano, Gabriele Auricchio, Mario Casillo e Gennaro Esposito. Di particolare gravità è il coinvolgimento di tre avvocati, che – secondo le accuse – avrebbero fornito assistenza legale fittizia agli stranieri per facilitare l’ottenimento dei permessi attraverso documentazione falsa e dichiarazioni mendaci.
Le vittime erano spesso immigrati vulnerabili, privi di tutele, che venivano attratti dalla promessa di una regolarizzazione facile, in cambio di denaro. In realtà, finivano in un sistema criminale che li usava come merce, a beneficio di una rete illegale ben strutturata e radicata nel territorio campano.
L’inchiesta della DDA rappresenta un nuovo, inquietante spaccato delle infiltrazioni mafiose nel settore dell’immigrazione, confermando ancora una volta quanto la Camorra sia capace di reinventarsi e trarre profitto da ogni ambito, persino da quello umanitario.




