Le mafie non sono un concetto astratto. Le mafie sono potere, violenza, connivenza, paura. E soprattutto sono una montagna di merda, come gridava Peppino Impastato quando aveva il coraggio di dire ciò che altri sussurravano.
Su queste parole, che ancora oggi fanno tremare più di mille discorsi istituzionali, si apre la 13ª puntata di “30 minuti con…”, il format di approfondimento ideato e condotto da Paolo De Chiara, in diretta su YouTube martedì 20 gennaio 2026 alle ore 21, con ospite Giovanni Impastato.
Una puntata, con la partecipazione del nostro collaboratore Antonino Schilirò, che non cerca scorciatoie, non addolcisce i contenuti e non si rifugia nella retorica della memoria innocua.
Giovanni Impastato: la memoria come atto di resistenza
Giovanni Impastato non è solo il fratello di Peppino. È una voce scomoda, una presenza costante nei territori, nelle scuole, nei luoghi dove la memoria non è celebrazione ma conflitto civile. Da decenni porta avanti un lavoro instancabile di testimonianza, denuncia e formazione.
La sua partecipazione alla 13ª puntata di “30 minuti con…” rappresenta un passaggio fondamentale in un percorso editoriale che, stagione dopo stagione, ha scelto di stare dalla parte delle domande scomode, non delle risposte comode.
“30 minuti con…”: un format che rifiuta la neutralità
Il format “30 minuti con…”, promosso da WordNews.it, si è imposto come uno spazio libero di approfondimento, capace di tenere insieme informazione, memoria, giustizia sociale e impegno civile. Nel corso delle puntate sono state affrontate tematiche centrali per la democrazia italiana: mafie, stragi, sanità pubblica, libertà di stampa, testimoni di giustizia, carcere, educazione alla legalità. Sempre senza mediazioni opportunistiche, sempre dando voce a chi paga il prezzo della verità.
La 13ª puntata si inserisce in questo solco, rilanciando una riflessione urgente: le mafie non sono sconfitte, hanno solo cambiato volto, linguaggio e alleanze.
Sconfitta la mafia? No, Procuratore: questa è una favola pericolosa
Le mafie oggi: meno sangue, più potere
Uno dei nodi centrali della puntata sarà il presente. Un presente in cui le mafie investono, infiltrano, corrompono. Un presente in cui l’assenza delle stragi non coincide con la sconfitta, ma con una strategia più raffinata e pericolosa.
Con Giovanni Impastato si parlerà di: trasformazione delle mafie nel tempo, responsabilità politiche e istituzionali, svuotamento della parola “legalità”, educazione delle nuove generazioni, memoria come pratica viva, non come rituale
Un confronto diretto, senza filtri, che riporta al centro una verità rimossa: la mafia teme chi parla, chi studia, chi ricorda davvero.
La 13ª puntata di “30 minuti con…” non è un evento celebrativo. È un atto di presa di posizione.
Un invito a guardare in faccia la realtà.
Perché la memoria, se non disturba, non serve. E la verità, se non fa paura al potere, non è verità.
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